Tra mille colori
La suggestiva tavolozza dei laghetti alpini che di stagione in stagione
arricchiscono il paesaggio in Val Camonica. Pochi altri elementi riescono a emozionare
lalpinista quando si trova davanti a questi specchi dacqua disseminati nella
solitudine dei monti e nei quali si riflettono rocce e cielo.
Testo
e fotografie di Diego Comensoli
Le vene dei monti
Nella vasta area dei Campelli, nellalta val di Scalve, resti di
impianti, gallerie e baraccamenti ricordano il tempo in cui i minatori estraevano dal
sottosuolo ferro e barite. Una vita dura, sacrifici e tragedie dimenticate, che adesso
diventano un museo.
Testo di Enzo Valenti - fotografie di Tito Terzi (Archivio
Ferrari)
Solo di notte
Quando calano le ombre lallocco con il suo volo silenziosissimo entra in azione nel
bosco a caccia di prede da portare al nido. Ma si è anche adattato allambiente
urbano e ora vive nei parchi cittadini.
Testo
di Flavio Galizzi - fotografie Società italiana di caccia
fotografica
Il volto della Valle Viaggio attraverso la Val Taleggio con le fotografie scattate
trentanni fa per documentare luoghi e personaggi di questo antico angolo delle
Orobie bergamasche. Un mondo che stava scomparendo, una lezione di grande dignità degli
"ultimi".
Testo di Pino Capellini - fotografie di Rinaldo e Giorgio Della
Vite
La stagione dei cervi Non è difficile incontrarli quando dautunno si sale
al lago di Colina, una conca a duemila metri sui monti sopra Sondrio, dove sono
particolarmente numerosi. Splendidi colori del bosco, mentre più in alto improvvise
burrasche portano la prima neve.
Testo di Francesca Mogavero -
fotografie di Gianfranco Scieghi
La
fabbrica dei sapori
A differenza del passato, quando interessavano soprattutto lana e
carne, è la produzione dei formaggi che caratterizza oggi gli alpeggi e ne assicura il
futuro. Malghe e casere sono più poche, anche se nelle valli delle Orobie generazioni di
casari si tramandano larte di fabbricare gustosi formaggi e formaggelle.
Testo
di Franco Rho - fotografie di Roberto Tamborini
I segni della pietà
Sparse sul territorio, steli e lapidi spesso scalpellate rozzamente
nella pietra richiamano lattenzione del viandante per ricordargli i defunti.
"Monumenti domestici" che rivelano la sensibilità della gente di un tempo di
fronte alla morte e alla vita.
Testo di Ezio Bolis - fotografie di Tito Terzi
(Archivio Ferrari)
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