Valsassina:
dove iniziano le Orobie
È dal monte Legnone, la cima più alta del Lecchese, che
inizia la lunga dorsale che compone la catena delle montagna bergamasche.
Una antica frequentazione: tra selve di castagni e pascoli, l'uomo è
presente quasi ovunque. Testo
di Angelo Sala - Fotografie di Mauro Lanfranchi
Chiaravalle della Colomba:
splendori dell'Infiorata Da quasi settant'anni, con la festa del Corpus Domini, nell'abbazia
cistercense di Alseno, nel Piacentino, rinasce il coloratissimo e profumato
tappeto di fiori. A padre Agostino il compito più delicato: preparare
i quadri da incorniciare con i petali. Testo di Emanuele Falchetti - Fotografie di Adolfo
Bezzi
Valle
Brembana: la leggenda del Cancervo Secondo una versione diffusa, un tempo i prati di questo
grande massiccio erano frequentati da numerosi cervi, dai quali il monte
prese il nome. Luoghi ancora selvaggi dove non è infrequente
scorgere il camoscio e dove è tornata l'aquila.
Testo e fotografie di Lucio Benedetti
e Chiara Carissoni
Lago di Garda: da togliere il
fiato
È la strada del Ponale, costruita nell'Ottocento per collegare
la val di Ledro a Riva del Garda: si snoda tra monte e lago con scenari
e panorami tra i più suggestivi delle Alpi. Chiusa da tempo,
ma è un patrimonio da non abbandonare. Testo di Pino Capellini - Fotografie di
Marco Mazzoleni
Monte
Barro: nel giardino di Dafne È su questa montagna, affacciata sul Lario e i laghi
di Annone e Garlate, che la sezione del Cai di Milano realizzò,
nel 1881, il primo orto botanico alpino d'Italia. Oltre mille specie
vegetali e molti endemismi, tra cui la celebre "Dafne odorosa".
Testo di Roberta Ceriani e Marco Cantini -
Fotografie di Mauro Lanfranchi
Valle Camonica: il "Picol"
dei record
A dispetto del nome, questo bacino in alta val di Corteno detiene
un notevole primato: è infatti il più grande e più
profondo degli oltre duecento sparsi tra i monti della provincia bresciana.
Un percorso ricco di attrattive naturalistiche e architettoniche. Testo e fotografie di Diego Comensoli
Lario/Canton
Ticino: al colle di Giove
Forse i romani furono i primi a utilizzare il valico di S. Jorio,
nelle Prealpi comasche, tracciandovi una strada. Una lunga storia attraverso
i secoli: mercanti e soldati, patrioti e fuggiaschi, senza dimenticare
i contrabbandieri. Testo di Pino Capellini - Fotografie di Luca Merisio
LE RUBRICHE
Cose belle di Lombardia pag. 1
Lettere pag. 9
Block notes pag. 13
Click di Orobie pag. 21
Alpi 2000 pag. 103
Territorio pag. 104
La buona tavola pag. 106
Rifugi e bivacchi pag. 109
Verde e viaggi pag. 111
Vita del bosco pag. 114
Flora alpina pag. 116
Stemmi e famiglie pag. 118
In libreria pag. 121
Prossimamente pag. 127
Angolo della memoria pag. 128