Il presepe in dialetto Cinque anni di lavoro per realizzare duecento statuine: una folla di personaggi, un popolo di contadini e di pastori per una affascinante e suggestiva rappresentazione della Natività di Gesù. Che, in questi giorni, si trova esposta nella chiesa di San Carlo a Milano. Testo di Barbara Mazzoleni — Fotografie di Marco Mazzoleni
valle del Livrio - Voglia di neve a San Salvatore I primi fiocchi della stagione sono una buona occasione per risalire da Albosaggia questo solco laterale della Valtellina. L’architettura tipica riacquista tutto il fascino di un tempo, mentre la natura si addormenta sotto il candido manto Testo di Carlo Caccia — Fotografie di Mauro Lanfranchi
Valle Imagna - Ritorno alla Cà Con l’avvio del restauro della residenza padronale della famiglia Berizzi finalmente il recupero di una delle più significative dimore della vallata e tra le più importanti dell’architettura delle Orobie bergamasche Testo di Pino Capellini — Fotografie di Marco Mazzoleni
Tonale - Quando lassù c’erano i sabba Alla «montagna di Venere», come un tempo era chiamato il valico sul confine tra la Lombardia e il Trentino, secondo le leggende un tempo si radunavano streghe e stregoni. Un’aurea magica che impianti da sci, alberghi e negozi hanno ormai fatto sparire. Testo di Massimo Centini — Fotografie di Luca Merisio
Bergamo alta - Tra le pietre e il cielo Affascinante viaggio tra i grandiosi tetti della basilica di Santa Maria Maggiore, gli ultimi rimasti in Lombardia con le originali copertura in arenaria. Il secolare lavoro dei «retecì» che ora rivive per il salvataggio di questo eccezionale patrimonio. Testo di Pino Capellini — Fotografie di Marco Mazzoleni
Pian di Spagna - L’oasi di ghiaccio Fino al XIX secolo il lago di Mezzolaha rappresentato una tappa importante per i viaggiatori che risalivano il lago di Como. Oggi è meta di quanti amamno la natura, per le migrazioni autunnali e la presenza di un osservatorio ornitologico; d’inverno poi lo spettacolo raddoppia con il gelo. Testo e fotografie di Vincenzo MArtegani
Franciacorta - Nell’abbazia dei monaci-artisti Dedicata a San Nicola, Rodengo Saiano è un gioiello che gli olivetani, fedeli alla regola di San Benedetto, hanno ricostruito pezzo per pezzo, dopo due secoli di abbandono. Fra le tante attività anche il restauro dei libri e lo studio dell’arte. Testo di Emanuele Falchetti — Fotografie di Luca Merisio