Valle di Scalve - Un Museo per la Via Mala Intagliati nella roccia a picco, i tratti più difficili e spettacolari dell’antica arteria che collega Dezzo con Boario sono stati abbandonati. Ma ora è nato un progetto per conservarne e per valorizzarne il patrimonio storico e ambientale.
Testo di Pino Capellini — Fotografie di Alberto Nardi
Valtrompia - Sulle nevi dei minatori Al passo del Maniva, oggi, si va con le pelli di foca, ma un tempo il valico era lo snodo principale per trasportare il ferro e il piombo estratti nelle locali miniere verso i forni di Bagolino in val Caffaro
Testo e fotografie di Lucio Benedetti e Chiara Carissoni
Adda - La cattedrale sull’acqua È stato il paesaggio a guidare la mano dell’architetto Gaetano Moretti che un secolo fa progettò la grandiosa centrale lungo il fiume. Una immagine simbolica delle silenziose forze che l’uomo ha qui imprigionato
Testo di Pino Capellini – foto di Dario Airoldi e Alberto Nardi
Lario - Baluardo di fede Il Sacro Monte di Ossuccio si inserisce nella tradizione devozionale del Cinquecento, anche per contrastare l’avanzata della Riforma. Le quattordici cappelle e il santuario sono la meta di migliaia di pellegrini e di appassionati d’arte.
Testo e fotografie di Luca Merisii
Ghiro, dormiglione per necessità Il letargo è legato alla carenza di cibo in inverno, mentre la bella stagione è dedicata alle passeggiate notturne. Alloca capita di avvistarlo, quando nelle sere d’estate si attarda nei boschi di noccioli.
Testo di Flavio Galizzi — Fotografie di Baldovino Midali
Valle Seriana - Le «stelle» di Selvino Sono i quarzi nel sottosuolo dei pascoli tra le valli Seriana e Brembana. Studiati nell’Ottocento dal naturalista bergamasco Giovanni Maironi da Ponte, oggi richiamano appassionati ricercatori di minerali che arrivano anche dalla Svizzera e dall’Austria.
Testo di Emanuele Falchetti — Lucio Benedetti, Chiara Carissoni, Giuseppe Pisoni
Valtellina - Ponte, tra vino e mele Il paese deve la sua unicità architettonica, una felice alternanza di edifici rustici e dimore nobiliari, a due grandi risorse che si sono avvicendate nei secoli: prima le vigne e ora i frutteti.
Testo di Emanuele Falchetti — Fotografie di Mauro Lanfranchi