Valtellina - Prima neve a San Quirico Il tempietto si trova in uno degli angoli più dolci e suggestivi delle Retiche, che pochi escursionisti conoscono. I segreti di una mulattiera che porta fin lassù passando attraverso l’alpe Scermendone. Testo di CARLO CACCIA — Fotografie di MAURO LANFRANCHI
Schilpario - Una domenica in miniera Dopo un lungo abbandono rivive l’antica tradizione estrattiva della valle di Scalve. Con un progetto del consorzio Ski mine nei cunicoli della Berbera e della Gaffione sulle tracce dei minatori e della loro Storia. Itinerario con i bambini. Testo di EMANUELE FALCHETTI — Fotografie di ADOLFO BEZZI
Alpi Retiche - E dopo il trenino ecco la val Poschiavo Dalla stazione di Alp Grüm un comodo itinerario che scende senza nessuna pendenza nello scenario di imponenti montagne dominate dal piz Palù. Un torrente e piccole cascate e si possono ammirare le marmitte dei giganti. Testo e fotografie di ALBERTO NARDI
Sebino - Panorama con tre laghi È quello di Solto Collina, da dove ci si affaccia su tre bacini: quelli di Iseo e di Endine oltre al minuscolo specchio di Gaiano. Ma non c’è solo il paesaggio che attrae in questo borgo, dove la gente sceglie di vivere perché è un po’ come stare in vacanza tutto l’anno. Testo di ROSELLA DEL CASTELLO — Fotografie di ADOLFO BEZZI
Pavese - La Versailles di Chignolo Po È l’antico castello Cusani-Visconti ora Procaccini: fino al Seicento roccaforte inespugnabile, poi trasformata in nobile residenza con un parco in grado di riecheggiare i fasti della reggia francese. Ora è aperto al pubblico, con la prospettiva di un paio di musei. Testo e fotografie di LUCIO BENEDETTI e CHIARA CARISSONI
Valsassina - Una valle per i «Tre Signori» È quella di Biandino, meta prediletta da tanti escursionisti che salgono da Introbio, ma anche dai Piani di Bobbio. E una volta raggiunto il rifugio Santa Rita, difficile resistere al richiamo del celebre pizzo, simbolo di questo angolo delle Orobie. Testo CARLO CACCIA — Fotografie di MASSIMO FERRERI
Alta valle Brembana - Fascino discreto di Pagliari È stata la nostalgia di figli e nipoti dei vecchi montanari a sottrarre all’abbandono l’antico borgo dai tetti in pietra, a mezz’ora da Carona. Le caratteristiche baite vengono risistemate e ora ingolosiscono i turisti. Testo di PINO CAPPELLINI — Fotografie di ALBERTO NARDI