Alpi Lombarde Chi passa sulla neve? Nei mesi più freddi i piccoli bacini lombardi offrono uno spettacolo: la loro superficie ghiaccia e la natura sembra quasi addormentarsi nella morsa di questo luminoso velo.
Testo di Flavio Galizzi - Fotografie di Mauro Galizzi
Piazza Brembana La Val Gardena sul Brembo Qui la lavorazione del legno ha ancora un ruolo importante e vaste pinete assicurano la materia prima a numerosi falegnami che continuano l’attività di un tempo. E accanto alle vecchie «stue» nascono le «stube», del tutto simili a quelle dell’Alto Adige.
Testo di Pino Capellini - Fotografie di Marco Mazzoleni
Valle di Poschiavo Sul passo «incantato» Nella magia dell’inverno il valico del Bernina offre uno spettacolo davvero speciale: l’automobilista sale tra muri di neve e gli sembra, ad un certo momento, che il passato si confonda con il presente. E lassù lo storico ospizio narra la sua tormentata storia.
Testo di Carlo Caccia - Fotografie di Luca Merisio
Montagna bergamasca Le Orobie di Tito Sono soprattutto storie di uomini e di donne quelle raccontate per decenni nelle immagini dal fotografo Terzi; sullo sfondo i grandi paesaggi della montagna bergamasca e il racconto delle sue trasformazioni.
Testo di Pino Capellini - Fotografie di Tito Terzi
Valsassina L’ultimo paradiso bianco Il Pian delle Betulle offre magiche atmosfere a chi si avventura con gli sci e via via che si sale il panorama si apre: ecco le bellissime vedute sul Legnone, sul Pizzo dei Tre Signori e sul gruppo delle Grigne. Fin lassù in funivia da Margno oppure seguendo la tortuosissima strada.
Testo di Carlo Caccia - Fotografie di Mauro Lanfranchi
Bergamo In posa per il Moroni Un itinerario attraverso i personaggi e la città tra le mostre dedicate allo straordinario artista cinquecentesco. Dal borgo di Pignolo a via Porta Dipinta e al cuore di Bergamo alta: tante tappe per incontrare lo spirito dell’epoca e dei suoi protagonisti
Testo di Barbara Mazzoleni - Fotografie di Marco Mazzoleni
Lago di Como L’elisir dei monaci I distillati dell’abbazia di Piona, uno degli esempi di romanico più importanti del Lario, vengono prodotti secondo le regole secolari dell’ordine di Casamari. Ma al posto dell’antico erbario ora ci sono un bel frutteto e vigneti che danno ottimo vino
Testo di Emanuele Falchetti - Fotografie Marco Mazzoleni