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DUE GRANDI PROGETTI PER SIMONE MORO

08 Aprile 2013 / 11:59
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Scritto da Redazione Orobie
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DUE GRANDI PROGETTI PER SIMONE MORO

08 Aprile 2013/ 11:59
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Scritto da Redazione Orobie

Simone Moro è riuscito ancora una volta a stupire tutti. Nei giorni scorsi si è ripresentato a Kathmandu per la cinquantesima volta, o giù di lì, e assieme ai consueti bidoni carichi di attrezzatura alpinistica, si è portato appresso un «bagaglio» decisamente inconsueto e piuttosto ingombrante: un Eurocopter AS 350 B3 plus,  trasportato ai piedi delle più alte montagne della terra per concretizzare un progetto decisamente ambizioso.


«L'idea – spiega l'alpinista – è quella di creare un'unità di soccorso di altissimo profilo interamente targata Italia.  Il progetto originario era di trasportare l'elicottero facendolo volare dall'Italia al Nepal, un obiettivo che l'alpinista-pilota ha dovuto però accantonare per problemi assicurativi. Partito dalla base operativa di Elicampiglio, in provincia di Trento, il velivolo è arrivato a Milano su un camion. Sempre via terra è stato poi spedito a Francoforte e da lì con un cargo aereo fino a Calcutta. Poi le cinque casse sono state caricate sul camion per arrivare a Kathmandu dopo sei giorni di viaggio a 20 chilometri orari per via delle condizioni delle strade.

A rimontare l'Eurocopter ci ha pensato il tecnico bergamasco Attilio Gianoli assistito dagli ingegneri della Fishtailair, la società nepalese che ha creduto nel progetto dell'alpinista. Giusto il tempo di assistere al volo inaugurale; e Simone Moro si è subito buttato in un secondo grande progetto. In queste ore è in viaggio per il campo base dell'Everest dove, assieme a Ueli Steck, il fortissimo scalatore svizzero, formerà una cordata inedita. L'obiettivo è ancora top secret.

Già noto e molto ambizioso, invece, quello di un altro scalatore che, pur non essendo bergamasco d'origine, lo è ormai per adozione. Stiamo parlando di Denis Urubko, che, oltre a essere socio del Cai di Bergamo, con Moro ha condiviso molte ascensioni, compresa la prima invernale al Gasherbrum 2. Assieme al russo Alexey Bolotov, il kazako tenterà ora l'apertura di una nuova via sulla parete sud ovest dell'Everest, una delle più impegnative del pianeta.

 

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