"In bocca al lupo" di Alberto Nardi

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"In bocca al lupo" di Alberto Nardi

Creato da: Redazione Orobie il 24 febbraio 2017

Una vita sulle tracce del lupo, dall’Appennino al Circolo polare articoAnimale amato e odiato, da tempo è al centro di diversi progetti per un suo ritorno equilibrato sulle Alpi. Ha caratterizzato la storia fotografica di Alberto Nardi rimastone affascinato fin da ragazzino.


È il racconto, appassionato, dell’amore per il lupo del fotografo di Orobie. «L’episodio che sicuramente ha dato una svolta decisiva alla mia formazione e alle scelte di vita è accaduto ormai molti anni or sono sull’Appennino meridionale – comincia Nardi -. Avanzavo in silenzio con la preoccupazione di perdere le poche tracce di un inesistente sentiero quando ecco comparire a poche decine di metri da me due splendidi esemplari di lupo. Fui talmente sorpreso che non riuscii neppure a prendere la macchina fotografica per un rapido scatto e i due lupi sparirono rapidamente come erano comparsi.


Da allora ho girato l’Europa per rivederli e soddisfare finalmente il mio desiderio di fotografarli sia al di là sia al di qua del Circolo polare artico». Prossimo all’estinzione nei primi anni del secondo dopoguerra, a partire dagli anni Settanta il Wwf favorì lo studio sistematico degli ultimi esemplari sopravvissuti nelle aree più remote dell’Appennino.


«La mia ricerca del lupo – prosegue Nardi - si è spinta anche a ridosso del Circolo polare artico, in Finlandia, nella taiga lungo il confine russo e sulle Alpi, dove il lupo è studiato da tempo. Sulle nostre Orobie la sua presenza è ancora sporadica. I primi avvistamenti in Lombardia risalgono agli anni 2000. I ricercatori si sono messi sulle sue tracce e ne hanno confermato la presenza, anche se l’incontro con questo sfuggente predatore per il normale escursionista è da ritenersi di eccezionale rarità e comunque per nulla pericoloso.


Per facilitare la convivenza tra i grandi carnivori e i pastori è stato avviato sulle Alpi Orobie bergamasche il progetto Pasturs. E vi assicuro che dopo l’incontro con il lupo non si può che restarne affascinati e lo si porta per sempre nel cuore come è accaduto a me».