Ascoltare il Silenzio

Ascoltare il silenzio. Perché? Il silenzio si ascolta? Sì, sei sei sul fondo del lago di Molveno, se i tuoi piedi calpestano quella terra argillosa e rotta, se l'occhio si perde tra le dune di questo "deserto montano", fino ad inciampare in una imbarcazione che, rimasta sola e inutile, fa da cornice a Cima Brenta.
Se ti trovi in questo luogo, allora puoi ascoltare il silenzio. E non solo. Dal primo marzo si possono ascoltare anche dei suoni, diffusi all'interno della voragine ormai priva delle sue acque, da alcune casse acustiche posizionate ad hoc.

Si tratta del Sound Landscape, una installazione artistica sonora che sfrutta il fondale del lago che, vuoto, fa da cassa di risonanza. Il cosiddetto Paesaggio sonoro è solamente una delle opere di valorizzazione del territorio messe in atto da Opera17. #OP17, un acronimo che sta per Opera 2017 e che fa riferimento a quanto sta accadendo in questi mesi al Lago di Molveno, perla delle Dolomiti il cui bacino sta subendo un progressivo svuotamento per far fronte ad alcuni lavori di manutenzione degli impianti da parte della Hydro Dolomiti Energia.
Un evento che si ripete ogni una decina d’anni e che da sempre viene vissuto dalla comunità locale come una ferita, ma “a questo giro” qualcosa è cambiato. Forse reduce dell’esperienza di Christo sul lago d’Iseo, di come la cultura può andare ad integrarsi nel e sul territorio, forse consapevole che il lago è bello tanto pieno quanto vuoto, l’amministrazione comunale si è rivolta alla società Natourism, che ha elaborato una proposta atta a valorizzare il bacino senza acque e ha coinvolto quattro artisti di fama internazionale: Luca Lagash, MOG, Thomas Boehm e Alessandro Cremonesi, che firmano il progetto culturale con l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. Ma come si lega il lago privato delle proprie acque con un’associazione il cui scopo è quello di creare missioni operatorie e formare medici chirurghi in grado di curare i bambini affetti da problemi cardiopatici anche nei Paesi disagiati?

Alla base di tutto troviamo una forte analogia, che ruota attorno al processo di svuotamento e riempimento del lago e le operazioni svolte dai chirurghi sui piccoli malati, che fermano temporaneamente il flusso di sangue e lo “deviano” verso vasi artificiali fino a quando nei bambini operati si ristabilisce la normale circolazione dei fluidi che li restituisce alla vita. Ecco la chiave di lettura quindi: il lago si mette a nudo, si svela nella sua intimità, predisponendosi a un totale rinnovo delle proprie acque e quindi della propria vita. Non è una vergogna, non qualcosa da nascondere ma bensì da valorizzare. A fare questo ci hanno pensato (e ci penseranno) gli artisti interpellati, con alcune opere che permettono di vivere il lago anche durante questo periodo.

La prima è stata l’installazione di un tavolo lungo 100 metri in data 19 febbraio il cui messaggio è chiaro e semplice: "Non voltate le spalle al lago, ma sedetevi, guardatelo, ascoltatelo, apprezzatelo". Il primo marzo ha debuttato invece il Paesaggio sonoro, che mette in primo piano il senso dell'udito e quindi, in senso lato, la qualità dell'ascolto e di saper ascoltare. Insieme al tavolo anche una Capsula del tempo, in cui è possibile inserire il proprio messaggio scritto, qualunque esso sia. La capsula verrà inabissata a giugno (quando il lago sarà nuovamente riempito) e riemergerà son il suo tesoro di pensieri, sogni, desideri tra una decina d'anni, in occasione del prossimo svuotamento.

Infine nel mese di aprile, il 29, sarà installata l’opera monumentale di MOG. La scultura rappresenta il profilo del lago messo, però, in verticale. “Ricorda a tutti che il lago è sempre lui, anche se appare diverso, anche se sembra un altro. Basta cambiare punto di vista, come in questa scultura in cui il lago è messo in verticale, per scoprire nuovi paesaggi e per riflettere su quello che sta intorno a noi e su noi stessi”.

Tatiana Bertera