racconti perduti di vite passate

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Commenti

Domenico Varenna 6 anni, 10 mesi

Bellissima l'attenzione per questi particolari.

  • agnese econimo 6 anni, 10 mesi

    grazie, buona domenica

  • Alberto Parma 6 anni, 10 mesi

    Ciao Agnese, bella galleria documentativa, ancora molti paesi di montagna offrono questi particolari d'epoca e di vita vissuta. I comuni dovrebbero recuperarli e metterli in museo.

  • Andrea Delli Carpini Mauro 6 anni, 10 mesi

    Bellissimo complimenti Agnese un bel racconto!

  • agnese econimo 6 anni, 10 mesi

    grazie Cristian, senza quel filtro non riesco a ottenere questo effetto d'altri tempi, dovrei trasformarli in bn e applicare un viraggio, però le ho salvate anche senza e posso sempre farlo, ciao.

  • agnese econimo 6 anni, 10 mesi

    grazie, tanti degli oggetti citati da Renato e anche questi che ho fotografato si possono trovare facilmente in qualsiasi museo di montagna, ma vederli lì, tra i vicoli, abbandonati, quasi a testimoniare la vita di chi ha vissuto in quel piccolo borgo, mi ha quasi commosso, oggetti che non vogliono scomparire, insieme all'affetto e alla nostalgia che quei ricordi suscitano dentro di noi.

  • Cristian Riva 6 anni, 10 mesi

    Guardando le tue foto ho ricordato quando, da ragazzino, rovistavo nei cassettoni dove mia nonna teneva nascoste tantissime vecchie fotografie in bianco e nero ormai ingiallite, quelle con bordo frastagliato. Bei tempi! Complimenti Agnese! ...io, però, avrei omesso la cornice; forse mi son bastati i soggetti delle tue fotografie per ripercorrere quel film di ricordi passati. Ciao

  • Emanuele Musitelli 6 anni, 10 mesi

    una gallery che mi fa' ricordare "l' albero degli zoccoli" complimenti ciao

  • Renato Aldo Ferri 6 anni, 10 mesi

    ....mentre le donne lavoravano a maglia per fare gli "scalfarocc", gli uomini ci raccontavano le loro storie e noi bambini stretti l'uno con l'altro per paura dei loro racconti; poi ci accompagnavano a letto che veniva riscaldato con la " monega" struttura in legno con al centro una base di metallo. Gli archi della "monega" servivano per mantenere le coperte rialzate e sulla base metallica si appoggiava un recipiente con le braci ardenti. Durante le fredde notti invernali nelle camere, non c'erano i doppi vetri, da letto di un tempo, si riusciva ad ottenere un calore particolare. Inoltre si portava la bottiglia dell'acqua calda presa dalla calderina della stufa economica, che serviva per mettere in fondo al letto per scaldare i piedi....ed eravamo felici; nella storia tutto è gloria passa e và!