La "Strada delle 52 gallerie" sul Pasubio

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Questa volta siamo andati davvero "Oltre le Orobie", proprio come nella rubrica che, solitamente, chiude il nostro mensile. Vi vogliamo allora augurare un buon weekend con una proposta che unisce storia ed escursionismo. Compie cento anni la «Strada delle 52 gallerie» . Costruita tra febbraio e dicembre del 1917, doveva rifornire le truppe al fronte sull'altopiano del Pasubio evitando i bombardamenti austroungarici. Protagonista dell’impresa ingegneristico-militare fu la 33ª compagnia minatori. Era la fine di gennaio di uno degli inverni più freddi e nevosi del secolo. La strada avrebbe dovuto inerpicarsi fra roccioni impervi e apparentemente inaccessibili, seguendo un percorso nascosto alle artiglierie nemiche, da Bocchetta Campiglia (Vicenza) fino a raggiungere Porte del Pasubio (1.928 m). Si trattò al tempo stesso di un'impresa e di un'avventura, portata a termine in soli dieci mesi e alla cui realizzazione presero parte fino a 600 uomini. È lunga 6.300 m, di questi 2.300 sono in galleria, i restanti scavati nella roccia a mezza costa. Parte da una quota di 1.216 m e termina a 1.928 m, per un dislivello complessivo di 784 m. Oggi è uno dei più famosi percorsi della cerchia prealpina italiana, unico nel suo genere. Oltre che dalla ardita concezione del tracciato e dall'immenso lavoro di scavo l’escursionista è continuamente attratto da un panorama mutevole e mozzafiato. Lo sguardo spazia fra creste, guglie e precipizi fino agli altri gruppi montuosi, ma anche ai dolci pendii collinari e alla pianura. L'abbiamo voluta riprovare, in occasione della Festa della Repubblica, proponendovi un'escursione adatta a tutti, anche alle famiglie. Percorrendola ci si immerge, profondamente, nella storia di luoghi che sono stati il tragico teatro del fronte della Grande guerra. Percorrere la Strada delle 52 gallerie e l'altopiano del Pasubio è un qualcosa di unico. La «Strada delle 52 gallerie» in mostra: una grande mostra ne ripercorre la storia attraverso fotografie, racconti, documenti e oggetti. Un lavoro curato da Claudio Rigon e promosso dal Club alpino italiano di Schio, dal Comune di Schio e dall’Unione montana Pasubio-Alto vicentino. Resterà aperta a palazzo Fogazzaro a Schio (Vicenza) fino al 24 settembre. A differenza di altri manufatti della Grande guerra è ancora oggi un luogo vivo, amato e vissuto. Chi l’ha percorsa può portare una foto e fissarla alla parete che chiude la mostra. La quantità delle foto che si accumuleranno misurerà l’affetto che lega a quella che divenne la strada della Prima Armata. Info: www.stradadellegallerie.it

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