ALBEN-CIMA CROCE da Cornalba il 18 gennaio 2019

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La mia prima volta in Alben-Cima Croce (1978 m) in invernale con neve, poca, e in solitaria da Cornalba via sent. CAI 503-502

PERCORSO:

SALITA

Cornalba (873 m) > Tribulina Pret Zambel > Sent. CAI 503 dei valloni: Baita Sota (1496 m) > Baita Sura (1568 m) > Sent. 502: Passo ‘La Forca’ (1848 m) –Baita del Gioan > Alben-Cima Croce (1978 m)

DISCESA

Percorso di salita in senso inverso fino alla Baita Sura (1568 m) poi Sent. 502 fino al bivio e discesa a Cornalba dal Sent. CAI 503-panoramico.

Difficoltà: E , in alcuni tratti EE dal Passo ‘La Forca’ alla Cima Croce.

La neve fresca morbida, quasi mai ghiacciata, dai 1450 m non ha creato problemi.

Dislivello: 1110 m circa (il GPS mi si è fermato a metà percorso...)

Distanza: 12 km circa

Tempi: tre ore e mezza in salita, due e mezza in discesa, complessive 6 ore

Attrezzatura: scarponi invernali, ghette non indispensabili, ramponi non necessari nel mio caso di neve non ghiacciata e assenza di ghiaccio

Accesso per chi viene da lontano:

Autostrada A4 Milano-Venezia, uscita Dalmine, seguire per la Val Serina, Zogno e San Pellegrino Terme. Prima di arrivare a San Pellegrino, ad Ambria di Zogno, seguire a dx per la provinciale di Val Serina, raggiungere Serina dove si devia a dx per Cornalba fino a raggiungere il paese.

Venerdì 18 gennaio 2018, prevista bella giornata di sole anche se con temperature invernali, salgo per la mia prima volta in Alben-Cima Croce (1978 ) da Cornalba, quindi dal versante sud su sentieri esposti al sole per gran parte della giornata.

Parto da casa mia a Zogno, percorro la strada provinciale di Val Brembana fino ad Ambria dove devio a dx sulla strada provinciale di Val Serina fino a raggiungere Serina, dove giro a dx per Cornalba.

Arrivato a Cornalba, dal centro del paese seguo le indicazioni per la famosa falesia di Corna Bianca. Al piccolo parcheggio posto al termine della strada lascio l'auto e mi incammino verso destra su strada agrosillvopastorale prima asfaltata poi sterrata quasi pianeggiante seguendo le indicazioni del "Sentiero partigiano Martiri di Cornalba". Superata la santella del ‘Pret Zambèl’, ignoro il sentiero che sale dietro la santella stessa indicato come "sentiero panoramico" per l'Alben, che percorrerò al rientro ; proseguo invece e poco dopo lascio l'ampio sentiero sterrato per imboccare a sinistra il bel sentiero CAI 503 , segnalato anche come "Sentiero partigiano Martiri di Cornalba".

Il sentiero sale nel bosco all’inizio con tratti gradinati a modo.

La pendenza si fa ben presto sentire. Senza mai uscire dal bosco, proseguo, seguendo le numerose indicazioni e i bolli rosso-bianchi la salita attraversando più volte un valloncello pietroso sul cui fondo scorre acqua solo dopo abbondanti piogge. Il sentiero in decisa salita non è mai monotono anche grazie al bel bosco di prevalente faggeta.

Arrivato a quota 1180 m, incontro un bel crocefisso collocato su una betulla.

Continuando la salita, a quota 1400 m circa il sentiero coperto da un tappeto di foglie si copre man mano di un candido tappeto di neve fresca, che, salendo raggiunge l’altezza di circa 10 cm.

Al termine del bosco mi trovo ai piedi di un ampia conca erbosa, ora tutta imbiancata da fresca neve.,sono nella zona delle ‘Baite Basse’ d’Alben.

Passo prima dalla ‘Baita Sota’ (1496 m) per raggiungere in breve la soprastante ‘Baita Sura’ (1568 m), dove, terminato, lasciato il sent. 503, entro nel sent. 502 in direzione Passo ‘La Forca ‘ (1848 m) e Monte Alben.

Salendo seguo le peste di altri passati prima di me, arrivando ad un grosso masso posto nei pressi di un abete isolato. Salgo allora restando sul lato sinistro, al limite di una zona ricca di massi affioranti fino ad arrivare ad una grande pozza ghiacciata e ricoperta da neve fresca nella quale è stata ‘disegnata’ nella neve una bella spirale circolare.

Percorro quindi il bellissimo vallone chiuso sui lati dalle pendici di Cima Alben a dx e Cima Croce a sx.

Il paesaggio è molto bello, ricco di grossi massi affioranti e valloncelli erbosi ben ricoperti da una diecina di cm. di neve fresca.

Risalgo la rampa finale su tornantini pietrosi innevati che in breve mi conducono al Passo della Forca (1848 m).

Passo alla Baita del Giacom dove incontro due escursionisti di Vimercate con i quali mi intrattengo per un momento non sena farci un autoscatto-ricordo.

Quindi, visto il bel sole, la neve molle, decido di salire in Cima Croce, seguendo il sentiero bollato e le peste di qualcuno passato prima di me.

Faccio molta attenzione ad evitare i pochissimi e brevissimi tratti di neve ghiacciata e ghiaccetto vetrato sulle roccette. Il panorama salendo si allarga ampiamente andando a comprendere la vista sulla conca di Oltre il Colle e le sue montagne, Menna, Arera, Grem, verso la Valle del Riso, la Valle Seriana con la Presolana ed oltre verso le Orobie.

Raggiungo finalmente Cima Croce (1978 m) con la sua bella grande croce.

Mi godo lo spettacolare panorama e ovviamente le foto non si contano !

Mi faccio un buon pranzetto al sacco e mi godo un po’ di riposo in vetta fino a quando nuvole e banchi di nebbia avvolgono a tratti la cima facendo abbassare di colpo la temperatura. Mi copro per bene quindi e scendo con attenzione.

Mi abbasso al Passo ‘La Forca’ e alla ‘Baita Sura’ dove, scegliendo di fare un percorso ad anello , seguo il sent. CAI 502 a dx, passo alla Santella di San Rocco e proseguo in falsopiano a dx, sempre pestando neve fino a raggiungere il bivio dei sentieri.

Lascio il sent. 502 che prosegue a dx per imboccare a sx il sent. 503 panoramico per scendere a Cornalba.

Cala la nebbia e i panorami mi sono negati.

Scendendo un ripido valloncello, seguo le indicazioni e la traccia lasciata nella neve da chi è sceso prima di me. Al bivio per scendere a dx per il Sentiero-Cornabusa a dx, scelgo di continuare a sx sul sentiero panoramico lunghetto per la verità .

Proseguoein continui saliscendi fino, dopo un bel po’, ad abbassarsi decisamente e depositarmi sulla strada sterrata agrosilvopastorale che mi riporta al punto di partenza, al parcheggio, a tramonto avvenuto, ma non goduto per nebbia, comunque felice della mia prima invernale con neve in Alben 

Commenti

Mario Castelli 6 mesi

Sig Piero Gritti:il numero e la didascalìa della foto compare in alto sopra la barra degli indirizzi o dell'URL,ad esempio cliccando "album" compare il titolo dello stesso,facendo scorrere le foto compare,al posto del titolo,il numero e la didascalìa che poi,praticamente,corrisponde alla denominazione e numero del File al momento del caricamento.Guardando il suo ultimo album-_sentiero del partigiano-_alla settima foto compare la denominazione del File : 6_alla baita cascinetto_m 1435. Cordiali saluti.

  • Mario Castelli 6 mesi

    nelle foto n° 57 e 58 è indicato passero di montagna:è il Sordone,(prunella collaris) detto in Valseriana "ol matù"e in certi paesi della Valbrembana ol Matèlù o Matelàss.

  • Piero Gritti (www.pieroweb.com) 6 mesi

    Mario Castelli, prima cosa com'è che io non vedo qui nell'album di Orobie le didascalie delle foto, anche se le ho caricate col nome del file come didascalia ? Bene che tu le vedi, come le vedo nella pubblicazione in Facebook e , ovviamente nel mio sito. La mia denominazione dell'uccello si basa su quanto visto in internet, ma non sono competente in campo, come invece penso che sia tu che conosci bene gli uccelli e quindi mi affido alla tua denominazione correggendo i(ma qui in Orobie forse dovrei per ogni foto aggiungere poi la didascalia ! )