MONTE MAGNODENO e CRESTE DELLA GIUMENTA ad anello in pomeridiana da Erve il 10 maggio 2019

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Di fronte a sua maestà il Resegone, di cui Il Monte Magnodeno e le Creste della Giumenta sono l’estensione sul versante sud-ovest verso i laghi di Lecco e il corso del fiume Ada, queste cime sembrano insignificanti, invece hanno una loro interessante ed invitante personalità ! Basta salirle per apprezzarle subito, sia per il bel percorso che per i panorami di rara bellezza verso Lecco, i suoi laghi ed i suoi monti.

Divertenti’ e panoramicissime le Creste della Giumenta, riservate ad escursionisti EEA (Esc. Esperti ed Attrezzati)

PERCORSO

SALITA

Erve (via Costalottiere, 620 m) > Sentiero 29 > Monte Magnodeno (1241 m) = E (Escursionistico in buona salita) = h. 1.30

Creste della Giumenta-Cima del Fo (1365 m) = EEA (Escursionisti Esperti Atrezzati) = h. 1.30

DISCESA Cima del Fo > Passo del Fo-Bivacco Ghislandi (1284 m) > Rif. Capanna Alpinisti Monzesi (1171 m) > Sentiero 11 > Erve (capolinea via Gallavesa, 620 m) > Parcheggio di via Costalottiere = E h. 2,30

Dislivello: in salita 974 m, in discesa -964 m

Distanza: 13 Km

Difficoltà: E per buona parte; EEA le Creste della Giumenta

Tempi: ore 5.30/6

Acqua presente sul percorso in vari punti

Fattibile anche in mezza giornata con almeno 6 ore di tempo a disposizione però.

Stavolta, per la mia quarta salita in Magnodeno-Creste della Giumenta, mi accordo con gli amici Paolo e Susi per compierla in mezza giornata, partendo da casa verso mezzogiorno a pranzo assolto.

Siamo quindi in quattro, Paolo e Susi con l’amica a quattro zampe esperta montagnina Nika, che fanno per la prima volta questo bel percorso, io che lo faccio volentieri per la quarta volta e stavolta in pomeridiana.

Venerdì 10 maggio 2019, giornata discreta con nubi sparse e leggera foschia purtroppo e quindi ridotta visibilità .

Raggiungiamo verso le 13 in auto Erve (LC) , dove posteggiamo l’auto nel parcheggio pubblico ( 620 m) in via Costalottiere, sopra il municipio sulla strada che risale a sx alla frazione Saina.

Ci incamminiamo in leggera salita, seguendo la strada asfaltata. Ad un bivio di due stradine prendiamo a destra quella asfaltata in salita e la percorriamo solo per pochi passi fino a trovare sulla sinistra un sentiero con un piccolo cartello che indica” Magnodeno”.

Il sentiero inizia con alcuni rudimentali gradini di pietra ed entra nel bosco. Alla sinistra una rete metallica e alla destra un muretto di pietre. Vediamo il primo bollo giallo sbiadito. Lungo il cammino ne troveremo altri rotondi, oppure quadrati sottolineati da una riga rossa,, un po’ consunti.

Importante qui non sbagliare sentiero ! Più avanti ad un bivio ci immettiamo, seguendo le indicazioni, su di un altro sentiero svoltando decisamente a destra quasi in piano con il muretto alla sinistra. Poco dopo, sempre seguendo le indicazioni, lasciamo anche questo sentiero per prenderne un altro che sale a sinistra con il muretto che ci accompagna sulla destra, sul lato a monte. Percorriamo un breve tratto in piano poi riprendiamo a salire. La pendenza aumenta. In alcuni punti dei naturali gradini di pietra agevolano il cammino in salita. Il percorso diventa man mano abbastanza ripido e sale con alcune serpentine e con il fondo pietroso. Raggiungiamo un cavo di teleferica ed un bivio (m. 820). Lasciamo il sentiero a destra pianeggiante e prendiamo quello a sinistra in salita. Passiamo accanto ad un curioso barometro a corda appeso ad un albero. Un cartello ne spiega simpaticamente il funzionamento: "Corda asciutta: bel tempo; corda bagnata: pioggia; corda mossa: vento; corda rigida: gelo; se non si vede la corda: nebbia o hanno fregato la corda".

Proseguiamo con tratti di decisa salita , alternati a brevi tratti in falsopiano. Arriviamo al ‘Termenù’ presso un roccolo con ancora ben piantato un cippo di confine dello Stato Veneto e di Milano , risalente al 1781.

Ora il bosco è più rado e risaliamo tra alberelli con vari zig-zag. Davanti cominciamo a vedere a sinistra la croce sulla cima del Magnodeno e a destra le creste del Resegone, anticipate dalle Creste della Giumenta, mentre, guardando alle spalle, ci si presenta tutta la lunga boscosa Valle d’Erve. Raggiungiamo infine, dopo un’ora e mezza circa di salita da Erve , salendo il sentierino più impegnativo, la cima del Monte Magnodeno (1247 m) con accanto il Bivacco Pizzo Magondeno. Bellissimo, anche se purtroppo oggi con foschia, il panorama dalla croce verso Lecco, i suoi laghi (Olginate, Garlate, Lecco, Annone, Oggiono, Pusiano), i suoi monti (Grigne, San Martino, Corna di Medale, Cultiglione, Moregallo, Corni di Canzo, Monti Birone, Rai, Cornizzolo, Barro) e la pianura.

Dopo breve sosta e scatti fotografici riprendiamo il cammino per salire dal Monte Magnodeno (1247 m) al Passo del Fo (1284 m) percorrendo le CRESTE DELLA GIUMENTA (1365 m) sul sentiero attrezzato 23 (EEA, Escursionisti Esperti Attrezzati), per il quale è consigliata l’attrezzatura da ferrata per essere in piena sicurezza.

Scesi di pochi metri, dopo la pista d’atterraggio degli elicotteri, al primo bivio prendiamo il sentiero 24 (direzione Capanna Alpinisti Monzesi), che seguiamo per un tratto attraversando un bosco di betulle fino ad arrivare ad una sorgente-fontana dove prendiamo il sentiero 23 attrezzato per le Creste della Giumenta (mentre a dx si scende alla Capanna Alpinisti Monzesi).

Dopo un avvio su sentiero a mezza costa un cartello invita all’utilizzo del set di ferrata, richiesto soprattutto per alcuni impegnativi passaggi. D’ora in poi è un susseguirsi di saliscendi da creste rocciose mentre il sentiero procede quasi sempre su aerea cresta, dove è richiesta la massima attenzione. “Divertente”, anche se faticoso, il percorso attrezzato che ci regala viste panoramiche spettacolari fino a raggiungere la Croce sulla Cima del Fo (1365 m). L’ultima cresta più impegnativa della altre, la sale solo Susi con Nika, mentre io e Paolo preferiamo aggirare la cresta sul sentiero in traverso.

Scendiamo infine su sentiero divenuto facile al monumento “Ai Caduti della Montagna”, dove , con bella vista verso Lecco, i suoi laghi ed i suoi monti, sostiamo per breve pausa e ristoro.

Scendiamo quindi al sottostante Passo del Fò (1284 m) con accanto la bella Capanna Ghislandi,

Da qui scendendo a dx raggiungiamo il Rif. Capanna Alpinisti Monzesi (1171 m).

Decidiamo di scendere ad Erve seguendo il sentiero 11 normale che segue il corso del torrente Gallavesa, passando alla Sorgente San Carlo.

Bella discesa accanto al torrente Gallavesa che guadiamo in alcuni punti e piacevole per Nika che fa alcuni bagnetti nelle pozze di acqua limpida corrente.

Ci abbassiamo infine nel fondovalle al pianoro ‘Gnètt’ (620 m) dov’è situato il ristoro “I due camosci” e infine ad Erve , alla piazzetta circolare al capolinea della strada che sale dal centro del paese. Scendiamo lungo questa strada, che , seguendo il corso del torrente, vede le case allineate in fila indiana di qua e al di là del torrente, sul quale , a distanza di pochi metri l’uno dall’altro, sono gettati piccoli ponticelli.

Risaliamo al parcheggio di Costalottiere dove concludiamo il bell’anello percorso in sola mezza giornata, contenti Susi e Paolo della bella impegnativa escursione compiuta per la prima volta, contento io per averli ‘guidati’ e aver compiuto il bel giro ad anello in sola mezza giornata.