Primo Maggio nel cuore selvaggio delle Orobie

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Dopo un inverno avaro di neve la primavera ci sta regalando condizioni superlative per lo scialpinismo e così, con Andrea Corti decidiamo di non farcele sfuggire andando nel cuore selvaggio delle belle Orobie. Da Valbondione saliamo al rifugio Curò (grazie al servizio teleferica che ci fa trovare a monte gli sci) e da qui via verso la valle del Trobio. La giornata è fantastica e la neve abbondante e perfettamente rigelata. Saliamo i ripidi pendii che ci portano a mettere piede su ciò che rimane del ghiacciaio del Gleno e ci immergiamo in u mondo fantastico fatto di neve, roccia e montagne che ci circondano e ci fanno sentire piccini. Proseguiamo il nostro viaggio verso la base del pendio finale dove dobbiamo battere traccia in qualche centimetro di neve ancora fresca. Gli altri alpinisti sono ancora ben lontani e così, piano piano e con attenzione, guadagniamo il colletto dove lasciamo gli sci e proseguiamo a piedi per l'affilata cresta che, in breve ci porta in vetta al Monte Gleno. Una stretta di mano, qualche foto e, dopo aver riempito gli occhio con tanta meraviglia iniziamo la discesa fino al colletto. Qui gli altri alpinisti arrivano in massa, ma per noi è tempo di scendere godendoci una discesa meravigliosa fino a quota 2300. Qui si rimettono le pelli e via, di nuovo su per il mega vallone del Costone. Ancora una volta da soli con la grandiosità della montagna e con il Sole che ora picchia duro, ma che ci sta preparando una sontuosa discesa. Anche qui raggiungiamo il colletto con gli sci e poi a piedi fino alla seconda vetta di giornata prestando la massima attenzione alle enormi cornici che si tuffano sul versante Sud. Breve pausa e poi pronti per la seconda discesa che, grazie al Sole ed alla temperatura che si è un po' alzata, è fantasmagorica. La neve è velluto e basta lasciare correre gli sci verso valle, una goduria incredibile con un panorama tra i più belli delle Orobie. Decidiamo di rientrare passando dal laghetto dei Corni Neri dove, le pareti rocciose incrostate di neve, rendono ancora più magico l'ambiente. Una ripida discesa a picco sul lago del Barbellino ed eccoci al rifugio Curò dove possiamo brindare ad un'altra gita incredibilmente bella e di soddisfazione. Dopo la pausa prendiamo armi e bagagli e giù, verso valle con altra avventura nel cuore ed un'altra storia orobica da raccontare! 

Commenti

Marco Caccia 5 mesi, 1 settimana

Eh sì, la primavera ci sta dando tante soddisfazioni e credo non sia finita!

  • mariolu sonzogni 5 mesi, 1 settimana

    stagione lunga quest'anno... e non è finita :-D le foto in cresta veramente belle!!!