Autunnale con tanta neve in VENTUROSA (1999 m) il 9 nov. 2019

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Autunnale in solitaria anche ad anello pestando e anche tracciando su neve novembrina, ma tanta, in VENTUROSA (1999 m) da Foppelle di Camerata Cornello il 9 novembre 2019.

PERCORSO

Difficoltà: E fino alla Baita Venturosa-del Giacom, EE dalla Baita Venturosa alla vetta

Dislivello: positivo 853 m, negativo – 930

Tempi: ore 4 di salita (1 ora in più rispetto al tempo normale di salita di tre ore) per neve anche da tracciare e 2 abbondanti di discesa

Distanza: Km 9

Attezzatura: Scarponi invernali per camminare ore su alta neve fresca, ghette indispensabili

Punto d'appoggio. alla Baita Venturosa del Giacom, sempre aperta come bivacco d’emergenza

Foppelle-Buffalora -avvio sentiero 136 (1100 m) > Baita della Vecchia-ruderi (1380 m) > Passo di Grialeggio (1690 m) > Baita Venturosa (detta Del Giacom, 1834 m) >Monte Venturosa (1999 m) su traccia (in parte da aprire) in cresta >Ritorno-discesa sul percorso di salita in quota, poi su traccia per dossi fino alla Baitaa Venturosa > Il resto della discesa al Passo di Grialeggio e alla Foppelle seguendo il percorso di salita

Sabato 9 novembre 2019, annunciato tempo buono dopo giorni di tanta pioggia e tanta neve sui monti oltre la quota di 1300-1500 m, mi avvio in solitaria per escursione sul Monte Venturosa, sicuro di pestare tanta neve.

Partito da casa, da Zogno, raggiungo sulla strada provinciale di Valle Brembana, S. Giovanni Bianco,dove, dopo la chiesa e la successiva curva , prendo a sinistra la strada per la Val Taleggio, che seguo per breve tratto fino al cimitero , dove imbocco a destra la strada comunale per Pianca. Raggiunta la frazione Pianca e superata la località Brembella, raggiungo in auto il punto di partenza all’avvio del sentiero 136 ( 1100 m circa ) , poco sopra le Case Buffalora-Foppelle di Camerata Cornello) , prima che la strada scenda alle località di Era e Cespedosio.

Lasciata l’auto nello spazio parcheggio, prendo a sinistra il sentiero 136 (ben segnalato) per il Passo di Grialeggio-Monte Venturosa-Passo Baciamorti.

Per buon tratto percorro la comoda stradetta agrosilvopastorale, a tratti cementata, a tratti sterrata col fondo innevato sempre di più man mano che si sale.

Il cielo è sereno ricoperto da nubi sparse sulle cime dei monti.

Terminata la stradetta, il segnavia 136 diviene sentiero che si inoltra, ora in decisa salita e col fondo coperto da una ventina di cm di neve fresca, nel bosco di latifoglie e nella faggeta, superando la Baita della vecchia (1380 m) e risalendo a tornanti il vallone che conduce, passando sotto i contrafforti rocciosi del Venturosa, al Passo di Graleggio (1690 m).

Man mano salgo, la neve aumenta.

Calzo scarponi invernali impermeabili e indosso le ghette così posso pestare piacevolmente la neve senza problemi. Seguo la traccia di chi mi ha preceduto, non ho problemi di doverla fare io.

Al passo il panorama si apre verso la Val Taleggio (con la sottostante Valle Asinina), il Resegone e le Grigne.

Il sentiero è ricoperto da circa 50 cm di neve consistente.

Seguo la traccia di alcuni escursionisti che mi precedono, che seguono il percorso del sentiero normale per il Venturosa, ma, raggiunto il pianoro della Baita Venturosa, detta localmente del Giacom (1834 m), si fermano e chi d’ora in poi mi aprirà la traccia !?

Dalla Baita seguo una traccia fresca che però, dopo breve tratto, piega a sinistra e rientra alla Baita. Ora devo tracciare io, se voglio proseguire ! Sì lo voglio, intendo seguire il sentiero normale di destra, che si distingue grosso modo sul manto nevoso, che ricopre i pascoli per circa mezzo metro di neve e, in alcuni tratti, nche di più per accumuli.

Stavolta mi apro la strada nella neve vergine io !

Ovvio che ad ogni passo affondo, ma piano piano, passo dopo passo, faticando, proseguo superando prima un tratto in lieve salita, poi un altro in decisa e ripida salita.

Mentre sto pensando che ‘fin dove riesco arrivo’, pronto anche ad una eventuale rinuncia, giunto all’incirca all’altezza di 1900 m, mi si presenta una traccia proveniente dal possibile percorso di salita sul costone di sinistra che prosegue per la vetta del Venturosa !

Fortuna mia, seguirò quella!

Nel frattempo incontro la persona, una signora, che ha aperto la traccia.

Sta discendendo dalla vetta seguendo la traccia da lei fatta e cortesemente mi spiega il percorso che lei ha tracciato nella neve non seguendo quello del sentiero normale, ma quello in cresta, quello solitamente previsto in Venturosa in caso di neve abbondante..

Seguendo fedelmente la traccia già pronta, senza faticare più di tanto,quasi sempre in ripida salita e anche su tratti esposti, prestando attenzione , raggiungo e risalgo la cresta, godendomi uno spettacolare panorama verso i monti della Val Serina e della Valle Brembana ad est e quelli della Val Taleggio fin verso il Resegone e le Grigne ad ovest.

Raggiungo con gioia la vetta del Venturosa (1999 m) baciato dal sole !

Dalla vetta il panorama si allarga a 360° anche a nord verso le Alpi Orobie e le Alpi Retiche.

Di fronte a me la vista delle cime Baciamorti-Aralalta, salite soltanto 5 giorni fa, allora colorate d’autunno, oggi di bianco vestite.

Bellissima oggi la croce col Crocifisso rivestiti dalla candida veste della neve ghiacciata che ne avvalora l’immagine ed il significato.

Non si contano le foto che scatto, mentre mi godo alla luce e al tepore del sole di vetta un buon pranzetto al sacco...meritato !

Mi risulta impegnativo fare autoscatti con la fotocamera, per cui , come nel resto del percorso, ricorro anche ai selfie con il cellulare. Bellissimo il panorama a 360°, avvalorato dalle nuvole appollaiate sopra le cime dei monti che non mi nascondono il sole.

Mi trattengo un bel po’ in vetta visto che il tempo si mantiene bello e il sole mi riscalda.

Poi, goduta la vetta, discendo sempre con attenzione, affondando piacevolmente nella soffice neve, e godendomi il bellissimo panorama delle montagne sovrastate da innocui ammassi nuvolosi multicolori nella luce tardo pomeridiana.

Per rientrare alla Baita Venturosa seguo ad anello l’interessante percorso aperto in salita dalla signora ‘tracciatrice’ sui dossi soprastanti la Baita Caduta ad ovest e la Baita Venturosa ad est.

Intanto purtroppo gli ammassi nuvolosi innocui sulle cime si allargano e man mano mi nascondono il sole, ma non lo spettacolo dei colori dell’imminente tramonto.

Rientrato quindi per altra via alla Baita Venturosa, rifaccio in senso inverso il percorso di salita fatto il mattino, abbassandomi al Passo di Grialeggio e discendendo, sempre pestando piacevolmente la neve fino alla Baita della Vecchia per poi rientrare al punto di partenza alle Foppelle di Camerata Cornello a tramonto inoltrato ma ancora con buona visibilità.

Rientro a casa felice ed orgoglioso di essere riuscito a ‘conquistare’ stavolta la cima del Venturosa, salita per l’ennesima volta, seguendo, nella abbondante neve, la traccia di altri, ma soprattutto la mia aperta per buon tratto dalla Baita Venturosa fino all’aggancio della cresta finale di salita.