Ecco le prime foto del calendario Ande

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Il marchio Ande ha sveltato i primi vincitori del concorso Montagne di Lombardia-Magnifica visione;  e quindi le prime fotografie che comporanno il calendario del prossimo anno.

La copertina "Alba sul Cevedale", è di Federico Montanari, della provincia di Milano. E' stata scattata al Ghiacciaio dei Forni e questo è il racconto dell'autore: "9 luglio 2020, cordata all’alba in partenza dal rifugio Casati per raggiungere il Cevedale. I soggetti ritratti sono due ricercatori dell’Università Statale di Milano che stanno conducendo uno studio sulla presenza di microplastiche e contaminazioni sui ghiacciai italiani, per scoprire quali effetti abbiano sugli animali e sugli esseri viventi di diversa taglia."

Il mese di gennaio è affidato al lecchese  Mauro Lanfranchi, a lungo fotografo di Orobie. Il titolo dell'immagine è "La sinuosa e fotogenica cresta di Piancaformia", scattata sulla Grigna settentrionale. Questa la sua descrizione: "È risaputo che in montagna le immagini più incantevoli si realizzano lungo le creste. I giochi di luce ed i contrasti vengono accentuati nella cosiddetta Golden Hour. Lungo la Cresta di Piancaformia, uno dei luoghi a me più cari, verso sera, quando le ombre danno risalto ai suoi profili, mi diverto (con le dovute cautele) a fotografarmi con l'autoscatto, per ottenere suggestive immagini ambientate nel cuore del Parco della Grigna settentrionale."

A febbraio troveremo la fotografia "Riflessi di un silenzioso racconto" del bresciano Michele Bertuletti, realizzata in Val Miller, Gruppo dell’Adamello. Michele spiega: "In questa valle, prima di scattare questa foto, stavo maledicendo la neve. Eravamo stufi di ravanare, mi sentivo fiacco, sfinito e non riuscivo più nemmeno a tracciare. Massimo quel giorno aveva una marcia in più. Ma a volte basta un riflesso per ripagare tutta quella fatica.


Marzo all'insegna della libertà con "Freedom" di Gianangelo Monchieri, della provincia di Brescia. Il luogo ritratto è presso la Malga di Cogolo a Bienno: "Freedom. Perché la prima sensazione che mi ha suscitato questo scatto è quella di libertà. La foto è stata scatata a fine novembre 2019, presso la Malga di Cogolo. Neve molto abbondante per il periodo. Stavo passeggiando con mia moglie ed ho visto i cavalli. In un primo momento non hanno attirato la mia attenzione ma poi all'improvviso si è aperto uno squarcio nel cielo... i cavalli erano liberi! Anche se più a valle c'era una protezione per impedirgli di fuggire."

Ad aprile il calendario si tinge dei colori della primavera con "Fioritura di crocus con cimone della Bagozza sullo sfondo" di Silvio Amici di Lecco. La foto è stata scattata in Valle di Scalve, così racconta l'autore: "Foto scattata nei pressi della Madonnina dei Campelli lungo il percorso che porta dal paese di Schilpario al Passo dei Campelli in un pomeriggio di fine maggio durante la fioritura dei Crocus: tra i primi testimoni dell'inizio della primavera alpina".

Maggio con la suggestiva immagine "I taglialegna" di Emanuele Padovani, realizzata a Premana: "I raggi del sole in una tiepida mattinata di ottobre filtrando tra i rami del bosco illuminano una scena di antica memoria. Uomini che nel lento scorrere del tempo ripetono l’antico mestiere dei padri. L’immagine è infatti stata scattata durante la rievocazione dei costumi e delle antiche tradizioni di ‘Premana rivive l’antico’."


Maria Cristina Rota Nodari  di Bergamo è l'autrice dello scatto scelto per il mese di giugno dal titolo "Pizzo Camino - Schilpario". Questo il suo racconto: "Il Pizzo Camino è una splendida e maestosa montagna delle Prealpi Bergamasche che domina, sul versante settentrionale, il paese di Schilpario. In questo piccolo e bellissimo luogo trascorro, con la mia famiglia, gran parte delle vacanze e qui, a contatto con un paesaggio meraviglioso, riesco a dar voce alla mia passione principale, la fotografia. Amo passeggiare all’aria aperta immergendomi nei profumi e colori della natura, della montagna in particolare, catturandone le immagini nei diversi momenti della giornata. Scorci e sguardi sempre differenti, sempre unici perché unico per ognuno di noi è il modo di guardare, ammirare, stupirsi, imparare di fronte alle bellezze che madre natura sa offrire. Erano i primi di settembre e qui mi trovavo, al tramonto, sulla strada panoramica che attraversa il paese e da cui si gode di questa vista bellissima. Ero sul finire di un piacevolissimo pomeriggio in cui mi sono dedicata a camminare e fotografare paesini e scorci vicini a Schilpario, per poi all’ultimo decidere di percorrere questa strada…Beh, devo dire che sono stata davvero fortunata, perché la luce e i colori di quel momento hanno reso ancor più suggestivo lo sguardo sul Pizzo Camino, creando in me una forte emozione che spero di aver catturato e trasmesso, almeno in parte, con questa immagine. È il mio modo di…ringraziare la natura per gli spettacoli unici che sempre ci sa regalare!"