Premi Cai ai giovani imprenditori

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Sei giovani imprenditori di montagna sono stati premiati quest’anno dalla sezione di Bergamo del Club alpino italiano. Sono la testimonianza di chi vuole rimanere a vivere e a lavorare nelle terre alte, consapevole della fatica e dei sacrifici che ciò comporta.

Il Cai insieme al Consorzio del Bacino imbrifero montano del Lago di Como e fiumi Brembo e Serio e al Consorzio del Bacino imbrifero montano dell’Oglio, ha promosso un bando per i giovani imprenditori, nell'ambito del progetto "Save the Mountains"

La premiazione si è svolta al Palamonti di Bergamo in concomitanza con la Giornata internazionale della Montagna. Sei i premi assegnati, tre da 5.000 euro ciascuno e altrettanti da 2.500. Invece i tre da 1.500 euro sono stati accantonati per le prossime edizioni.

Paolo Perosino, 35 anni, con la cooperativa Quasi 2.000 ha in gestione il rifugio Mirtillo di Lizzola: «Con il nostro progetto – spiega –puntiamo a creare comunità, coinvolgendo alpeggiatori e guide alpine, ma anche a migliorare l’impatto ambientale del rifugio». 

Ha ricevuto il primo premio come Angelo Magri, 24 anni, di Pianezza di Vilminore: «Lavoro con enti pubblici e privati al mantenimento dei boschi e per interventi fitosanitari, in particolare dopo la devastazione della tempesta Vaia. L’ultimo acquisto nella mia azienda? Una teleferica per trasportare il legname».

Primo premio anche a Davide Mazzocchi, 21 anni a Natale, che alla Ripa di Gromo ha avviato l’azienda agricola La Predosa: «Siamo a 1.200 metri di quota e lassù non arrivano strade. Allevo capre, coltivo lamponi e mirtilli e faccio l’apicoltore. In primavera costruirò una stalla in legno al posto del ricovero provvisorio di oggi».

Nel secondo gruppo di premiati Sofia Maria Taccolini, 22 anni, che alleva capre da latte a Endine Gaiano, Anna Magri, 26 anni, che a Schilpario ha aperto uno studio di pittura e fotografia («Anche soltanto per fare una fototessera – sottolinea – si doveva uscire dal paese») e Luigi Rota, 31 anni, imprenditore agricolo che a Cerete coltiva ortaggi, patate e piccoli frutti. 

Tutte belle storie, le loro, con tanti progetti per crescere nelle valli e per sviluppare le terre alte.