Articolo

SELVAGGIA CONCARENA

26 Aprile 2013 / 14:57
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Scritto da Redazione Orobie
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SELVAGGIA CONCARENA

26 Aprile 2013/ 14:57
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Scritto da Redazione Orobie

Concarena non è un nome che evoca immediatamente un luogo o il profilo di una montagna. Lontana dalle rotte del turismo «facile», questo toponimo identifica un gruppo di cime selvagge e isolate, disposte a corona attorno alla solitaria Val Baione, protetta da muraglie impressionanti che precipitano versola Valle Camonicaela Valdi Scalve.

Poco conosciuta perfino dagli alpinisti bresciani e bergamaschi, questa montagna offre sensazioni particolari in ambienti grandiosi e solitari, in cui il senso di lontananza dal mondo civilizzato, viene amplificato dalle difficoltà e dall’asprezza del paesaggio. Proprio perché poco conosciuta e frequentata, Orobie le dedica un ampio servizio. La Concarenaè la più bella montagna di Lombardia scelta per il numero di maggio.

Le sue vette sono vissute sempre all’ombra dell’imponente gruppo dell’Adamello. Scalata per la prima volta solo nel 1885 da Paolo Prudenzini, uno dei padri dell’alpinismo camuno, la Concarena è stata poi frequentata da altri grandi scalatori dell’epoca. Nel 1939 anche da Riccardo Cassin, che il 9 luglio aprì una nuova via di quinto grado sullo spigolo Est dei Golem.

Il rifugio Baita Iseo, è l’unica struttura ricettiva presente in tutto il massiccio. Da qui si può partire per impegnative ascensioni alpinistiche o tranquille escursioni alla scoperta del laghetto di Nuadè e alla Tamba del Giass. Non mancano le curiosità naturalistiche: la combinazione tra l’esposizione nord e l’aria fredda che filtra costantemente dalle fessure della roccia, mantiene le temperature al suolo decisamente basse e caratterizza la flora che, proprio per questo condizioni, è simile a quelle che troviamo alle quote più elevate o alle latitudini più settentrionali. Dal rifugio partono, inoltre, sentieri più impegnativi che conducono sino nel cuore del massiccio, al bivacco di Val Baione e oltre il passo Campelli, a visitare il versante scalvino.