Articolo

RISCHIO IMU PER GLI IMPIANTI DI RISALITA

25 Marzo 2015 / 13:30
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249
Scritto da Redazione Orobie
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RISCHIO IMU PER GLI IMPIANTI DI RISALITA

25 Marzo 2015/ 13:30
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Scritto da Redazione Orobie

La Lombardia alza le barricate dopo il caso del Veneto, dove una società che gestisce impianti di risalita è stata condannata a pagare l’Imu. La querelle è di circa cinque anni fa e nasce da una circolare dell’Agenzia delle entrate che stabilisce il pagamento dell’Imu sugli impianti di risalita.

Da allora, in ogni regione, sono partiti anche scontri legali tra gestori di seggiovie e Agenzia con sviluppi diversi. L’ultimo arriva appunto dal Veneto, dove la Cassazione ha stabilito l’obbligo del pagamento che rischia però di mettere in ginocchio le società che gestiscono gli impianti di risalita.

Gli importi varierebbero da 25 mila euro per una seggiovia a sei posti a 50 mila per una telecabina a otto posti. Per i bilanci di queste società, già precari e soggetti all’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche, si tratta di
un salasso insostenibile, con ripercussioni negative su tutta l'economia di montagna.

La sentenza che spaventa i gestori degli impianti a fune è la numero 4541 del 21 gennaio 2015 e riguarda un ricorso dell’Agenzia del territorio-Agenzia delle entrate contro la società Funivia Arabba Marmolada-Sofma spa. Ma è un precedente che, in assenza di soluzioni politiche, potrebbe produrre un effetto domino su tutte le altre aziende del settore.

«In Lombardia richieste di pagamento pare siano arrivate alle stazioni sciistiche di Madesimo e Santa Caterina Valfurva – aggiunge Massimo Fossati, amministratore delegato della Impianti turistici barziesi (Itb) che gestisce anche le piste di Valtorta e Piazzatorre – ma finora nessuno ha pagato e tutti sono in contenzioso.


«Sarebbe assurdo far pagare l’Imu sugli impianti di risalita, se vogliono far crollare il comparto economico e sportivo delle nostre montagne hanno imboccato la strada giusta», dice l’assessore regionale allo Sport e Politiche per i
giovani Antonio Rossi, che il 27 marzo incontrerà gli operatori del settore.

Una nuova tegola rischia di cadere addosso a chi lavora, già con tante difficoltà, nel settore sciistico e indirettamente in tutto il comparto turistico della montagna. Voi cosa ne pensate?