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SCATTI DI INFINITO NEL CIELO DELLA VALTELLINA.

17 Giugno 2015 / 11:20
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Scritto da Redazione Orobie
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SCATTI DI INFINITO NEL CIELO DELLA VALTELLINA.

17 Giugno 2015/ 11:20
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Scritto da Redazione Orobie

Il sogno del volo dell’uomo si perde nella notte dei tempi. Tutto, forse, è nato con il mito di Dedalo e Icaro; molti secoli dopo fu invece Leonardo da Vinci che quasi toccò con mano questo desiderio. Di certo c’è che l’idea di volare come gli uccelli del cielo è sempre stata una delle più grandi passioni di noi esseri umani. Pensando di unire questa voglia di azzurro infinito con l’imponenza della montagna ecco che è nata Terre Alte di Valtellina”.

La guida alpina Jacopo Merizzi, in un lavoro che l‘ha visto occupato per una decina di anni, sorvolando il territorio valtellinese ci narra e ci regala scatti che solo il palcoscenico del cielo può offrire. Mille immagini, mille sfumature, mille sentimenti… per luoghi che forse, per i più accaniti seguaci del mondo alpino, sono familiari, ma che acquisiscono un sapore diverso. Fotografie entusiasmanti esposte a Tirano, nel cuore del territorio valtellinese, che in “compagnia” di Expo 2015 consegnano alla Valtellina il giusto tributo turistico.

I 36 soggetti immortalati facenti parte dell’esposizione, da quasi 4000 metri di altitudine, inquadrano “in primo piano” l’interezza della valle: il ghiacciaio dei Forni, il rifugio Casati sulla Vedretta del Cevedale, il dosso Laù, il monte Disgrazia, la parete nord del Gran Zebrù; e ancora il pizzo Bernina, l’Alta Val Bregaglia e il gruppo Cengolo Badile. Accanto a questi colossi, Merizzi ha arricchito la sua collezione con scatti che immortalano le altre eccellenze della valle: vigneti, terrazzamenti, meleti, ciliegi. Tutti elementi che vanno a comporre la straordinaria sfaccettatura della Valtellina che così si può presentare al mondo.

Grazie all’aiuto del campione italiano di volo acrobatico Renato Antonioli, Jacopo Merizzi ha realizzato così un’opera che unisce l’adrenalina di un sogno millenario alla calma dei giganti sopiti dal cullare della valle.