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Graffio nella roccia vince “Sentieri creativi 2017”

31 Luglio 2017 / 12:45
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Scritto da Redazione Orobie
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Graffio nella roccia vince “Sentieri creativi 2017”

31 Luglio 2017/ 12:45
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Il concorso del Comune di Bergamo, con il Cai, l’Accademia Carrara e il Museo di scienze naturali, è stato aggiudicato al giovane artista Alberto Rocchetti. L’opera sarà installata al lago del Barbellino a Valbondione (Bergamo)

L’opera di Alberto Rocchetti, 27 anni, “Scratch in the Stone - Un graffio nella roccia” ha vinto la settima edizione di “Sentieri creativi”, un progetto dell’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo, realizzato con il Club alpino italiano, l’Accademia Carrara e il Museo di scienze naturali “Caffi”, con il patrocinio del Comune di Valbondione (Bergamo) e del Parco delle Orobie bergamasche, oltre al sostegno della rivista Orobie e de L’Eco di Bergamo

L’iniziativa era aperta a sette giovani artisti tra i 18 e i 30 anni: le opere sono state esposte allo Spazio Polaresco e sottoposte a una giuria di esperti. I giovani artisti sono stati chiamati a esprimersi attorno a un tema, o meglio, attorno a un oggetto: una roccia che si trova sul sentiero verso il lago del Barbellino, a Valbondione. Dopo i giorni di residenza all’Ostello al Curò di Valbondione i ragazzi hanno proposto i loro progetti ideati per la realizzazione di un’opera permanente appunto nei pressi del lago del Barbellino. 

La location è stata individuata dal Comune di Valbondione, prezioso collaboratore del progetto insieme al Cai e all’Accademia Carrara: il luogo pensato non è per niente facile, una grossa roccia alla quale i giovani si sono approcciati ognuno a suo modo mettendo alla prova la loro arte e indagando aspetti a prima vista sconosciuti, messi in luce dagli ospiti invitati nel corso della residenza artistica svoltasi la prima settimana di luglio.

Si è aggiudicato questa edizione di “Sentieri creativi” il progetto di Rocchetti, una lastra in acciaio riflettente di 4,5 metri per 1,5 metri, che si pone l’obiettivo di svuotare un elemento pesante e massiccio come la roccia producendo un varco e facendo intravedere il cielo, creando situazioni inaspettate e sensazioni completamente nuove al visitatore. 

“L'opera – spiega lo stesso artista – si presenta all'osservatore come un gioco, cercando di mandarlo in confusione evitando la facile comprensione dalla distanza. Utilizzando un materiale completamente riflettente, l'opera è in continua evoluzione così come il cielo e il materiale stesso si perderà nell'immensità della montagna, sia da lontano che da vicino”.

Le altre opere sono state presentate da Carlo Catellani, Chiara Cotti, Valentina Goretti, Luca Maestroni, Simone Mainetti e Anna Pezzoli. L’inaugurazione dell’opera sarà il 17 settembre nei pressi dell’Ostello al Curò, a Valbondione.


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