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Falesie lecchesi rinate grazie alla Regione

04 Agosto 2017 / 18:30
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Falesie lecchesi rinate grazie alla Regione

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Il piano da 450 mila euro per la valorizzazione del sistema delle falesie lecchesi è stato portato a termine, grazie all'impegno diretto della Regione Lombardia. Tutti gli interventi dal Lario orientale-Valle San Martino alla Valsassina. La soddisfazione dell'assessore a Sport e Politiche per i giovani, Antonio Rossi.

Un ambizioso progetto pilota da 450 mila euro, iniziato nel 2015 e che oggi, a due anni di distanza, può dirsi portato brillantemente a termine. Si tratta della cosiddetta “Valorizzazione del sistema delle falesie lecchesi”, approvata con decreto dell’assessore allo Sport e Politiche per i giovani n. 268 di quell’anno. 


Un po’ di storia

In data 15 gennaio 2015 in una delle sale della sede regionale di Lecco, un raggiante assessore regionale Antonio Rossi annunciava con orgoglio: “Il Lecchese è un territorio dalle enormi potenzialità per quanto riguarda l’outdoor. Basti pensare al quantitativo di pareti attrezzate per praticare arrampicata sportiva (il territorio lecchese ne vanta almeno 50 con oltre 1.800 itinerari climbing). Uno sport di nicchia, a ben vedere, ma che ad Arco di Trento è divenuto una delle principali fonti di attrazione turistica. Lecco è anche la terra del celeberrimo gruppo alpinistico Ragni della Grignetta, conosciuto nel mondo per i personaggi che ne fanno parte e le relative imprese. L’idea di Regione Lombardia è quindi quella di stanziare 400 mila euro per interventi di risistemazione delle strutture già esistenti (sostituzione di spit e soste ormai datate), di miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità delle stesse. Le falesie faranno da ‘volano’ per accrescere l’attrattività turistica complessiva del territorio”.

Gli interventi

E così è stato. Pulizia, disgaggi, chiodatura-richiodatura, sistemazione delle piazzole di sosta e dei sentieri di immediato accesso, nonché cartellonistica informativa: questi alcuni degli interventi messi in atto nell’arco degli ultimi due anni e che hanno coinvolto le Comunità montane Lario orientale e Valsassina, il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio di Lecco e, per la parte “pratica”, il Collegio regionale Guide alpine e gli arrampicatori locali (in molti casi i chiodatori storici).

Oggetto degli interventi sono state alcune delle falesie storiche del Lecchese, nella maggior parte dei casi quelle con “gradi” accessibili non all’élite arrampicatoria, ma a tutti. Tra le falesie di competenza della Comunità montana Lario orientale - Valle San Martino troviamo quelle dello Zucco dell'Angelone (Barzio), della Rocca di Baiedo (Pasturo), del Sasso di Introbio (Introbio), di Masone (Barzio) e dei Campelli (Barzio).

Tra quelle di competenza invece della Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera ci sono la falesia di Galbiate (Galbiate), quella di Versasio (Lecco), Vaccarese (Ballabio) e Civate (Civate).

Oltre alla riqualificazione sono stati organizzati eventi promozionali legati sempre al mondo outdoor, come la Festa della montagna e il CamminaForeste, promosso da Ersaf-Regione Lombardia.


Commenti

Pietro Corti 2 anni, 3 mesi

Un po' di storia... il tutto è partito a dicembre 2013 con una conferenza al Palapaure di Lecco, organizzata dalla CMLOVSM dopo 6 mesi di lavoro organizzativo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare ed ad Antonio quel che è di Antonio (comunque: W Antonio, davvero !). In tema di falesie avrei ricordato, oltre ai Ragni, magari anche i "chiodatori" delle stesse, o almeno quelli storici: Delfino Formenti ed Alessandro Ronchi. Gli interventi: sono esattamente invertiti quelli di competenza della CMLOVSM e della CMVVVVR. Mamma mia !

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