Articolo

«Ecco il mio amico capriolo “albino”»

06 Aprile 2018 / 17:45
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Scritto da Redazione Orobie
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«Ecco il mio amico capriolo “albino”»

06 Aprile 2018/ 17:45
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Scritto da Redazione Orobie

Le fotografie di Mattia Benzoni, 10 anni di Clusone (Bergamo), documentano la presenza vicino alle case di un animale dal pelo più chiaro rispetto al resto del branco. L’esperto Stefano Torriani: «È un caso di isabellismo».

Più di una persona lo ha visto, ma il più veloce nel munirsi di telefonino, scattare la fotografia e inviarcela in redazione a Orobie è stato Mattia Benzoni. Dieci anni, alunno della quinta classe della scuola primaria di Clusone (Bergamo), il nostro giovanissimo fotografo naturalista non soltanto si è incuriosito per la presenza del capriolo poco distante da casa sua, nella zona dell’ex seminario, ma ha anche notato che l’animale ha il pelo di un colore diverso rispetto agli altri del suo branco. E così, grazie alla consulenza di un esperto della fauna selvatica come Stefano Torriani, da sempre nel team di Orobie, scopriamo che effettivamente Mattia non si sbaglia. Spiega Torriani: «Le fotografie mostrano un capriolo adulto con un fenomeno genetico simile all’albinismo. In questo caso si tratta infatti di isabellismo, una anomalia di colore, detta anche eritrismo, che si trova in alcune specie di uccelli, ma non soltanto. A differenza dell’albinismo, il colore dell’occhio non è modificato».

Nello specifico, Stefano Torriani è riuscito a capire che il capriolo fotografato da Mattia nei prati di Clusone è un maschio adulto dalle corna già ben sviluppate, «che appaiono pulite e senza il tipico velluto dei soggetti più giovani».

È da alcuni giorni che, in diversi momenti della giornata, il branco di caprioli si presenza nei prati nella zona alta di Clusone, verso la Conca Verde di Rovetta. Mattia lo ha raccontato con grande entusiasmo anche ai compagni di classe e al suo insegnante, Domenico Giudici. «Non sono l’unico ad averli visti – dice il giovanissimo fotografo – ed è da un po’ di giorni che il capriolo dal pelo più chiaro e gli altri arrivano nei prati vicino a casa nostra. Capita la mattina, ma anche di pomeriggio o alla sera. Sono in gruppetto, a volte tre e altre due. Mangiano e poi se ne vanno».

Mattia racconta sereno di questi incontri diventati quasi familiari. E gli va riconosciuto il merito di aver fotografato il capriolo e di aver richiamato l’attenzione non soltanto dei compagni di classe sulla ricchezza della fauna nelle nostre valli.


Commenti

Daniela Pesenti 4 anni, 1 mese

Bravo Mattia , uno scatto che in tanti avrebbero voluto realizzare ...non è da tutti vedere questa rarità ! Complimenti ciao .

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