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Un video sui guardiani dei ghiacci

10 Agosto 2018 / 15:30
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3017
Scritto da Redazione Orobie
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Un video sui guardiani dei ghiacci

10 Agosto 2018/ 15:30
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Scritto da Redazione Orobie

Il videomaker Fabio Olivotti ha seguito i volontari del Servizio glaciologico lombardo durante il monitoraggio al ghiacciaio del Lupo, sulle Alpi valtellinesi, in Val d’Arigna. Con dati choc sulle sue condizioni. GUARDA LE IMMAGINI.

Un video per documentare l’impegno dei volontari del Servizio glaciologico lombardo nel tenere monitorati i ghiacciai della nostra regione. Lo ha realizzato e pubblicato su Youtube il videomaker Fabio Olivotti, richiamando l’attenzione generale non soltanto sul lavoro dell’equipe del Sgl, ma anche sulle condizioni di queste scorte di acqua presenti sulle nostre montagne.

Olivotti e i volontari del Servizio glaciologico della Lombardia sono saliti a oltre 2.000 metri di quota, in Val d’Arigna, sulle Alpi valtellinesi. E poi sono scesi a più di 3 metri di profondità al di sotto delle nevi che ricoprono il ghiacciaio del Lupo, per analizzare il manto e la sua consistenza, misurare e rilevare. «The ice watchmen – I guardiani del ghiaccio», questo il titolo del filmato, tengono costantemente monitorato lo stato di salute dei nostri ghiacciai.

GUARDA IL VIDEO:

Quello che viene proposto è uno sguardo inedito su una lunga giornata in missione con l’Sgl, con la marcia al bivacco Corti e le varie rilevazioni. Lassù ci salgono a ogni inizio estate. Poi scavano una trincea nivologica che raggiunge la superficie del ghiacciaio, solitamente profonda dai 3 ai 6 metri, e permette ai glaciologi di misurare il contenuto d’acqua e lo spessore di ogni strato di neve accumulatosi durante l’inverno e di ricavare preziose informazioni per comprendere come evolverà la salute del ghiacciaio nel resto dell’estate. La prima missione stagionale su questo piccolo ghiacciaio, quest’anno effettuata il 9 giugno, ha previsto anche il controllo della strumentazione di monitoraggio meteorologico e fotografico installata al bivacco Corti.

Il programma di monitoraggio nivo-glaciale su questo piccolo laboratorio a cielo aperto è iniziato nel lontano 1996. I primi risultati dell’estate in corso sono sconfortanti: sul ghiacciaio, a causa di un inizio molto precoce della fusione della neve, sono stati rilevati soltanto 3,5 metri di neve, il peggior valore dal 2007. Un ruolo negativo molto importante è stato svolto dalla deposizione di polvere sahariana del 15 aprile che, unita alle alte temperature primaverili, ha abbassato il potere riflettente della neve accelerandone la fusione.

Impressionanti le immagini conclusive: la time-lapse camera riprende il ghiacciaio per tutta l’estate ogni 30 minuti e ha permesso di osservare come oltre 3 metri di neve siano spariti in poco più di un mese a causa delle alte temperature estive. «Il bilancio finale – spiegano gli esperti – sarà così anche quest’anno molto negativo per questo piccolo ghiacciaio alpino dove, a differenza di altri ghiacciai più grandi, negli ultimi 10 anni alcune stagioni molto nevose avevano contrastato i danni provocati dalle estati sempre più calde».

Come aiutare il Servizio glaciologico lombardo

Le missioni di controllo del Servizio glaciologico lombardo si concentrano ogni anno nel periodo che va da maggio a ottobre. Chiunque volesse avvicinarsi e partecipare alle attività dell’associazione può sfruttare i contatti su www.servizioglaciologicolombardo.it anche in vista del corso per operatori glaciologici organizzato da Sgl che si svolgerà nel 2019. Inoltre potete aiutare l’associazione fotografando i ghiacciai lombardi per mezzo dell’applicazione per smartphone «Servizio glaciologico lombardo» disponibile sulle piattaforme Android e IOS, fornendo immagini utilissime per il monitoraggio dei ghiacciai.


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