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In cima al Monte Lago

06 Maggio 2024 / 15:00
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Scritto da Alberto Vacchi
Fotografie di Alberto Vacchi
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In cima al Monte Lago

06 Maggio 2024/ 15:00
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Scritto da Alberto Vacchi
Fotografie di Alberto Vacchi

Quando le gambe fremono per salire, occorre spingersi un poco più in alto per godere di panorami mozzafiato e riempirsi il cuore e l'anima di bellezza. L'escursione qui descritta è un ottimo compromesso tra fatica e appagamento. Un senso di pienezza che ti abbraccia dall'inizio alla fine, sino alla cima di una montagna non molto nota ma incantevole e dalla sagoma inconfondibile: il monte Lago.

Dove ci troviamo? Nella bella  valle del Bitto di Albaredo (albarée) . La facile salita alla cima del monte Lago (m. 2353), è, insieme, un'ottima escursione per il periodo estivo-autunnale ed una classica fra le uscite di sci-alpinismo nelle Orobie Valtellinesi.

Il monte Lago è, per altezza, la terza cima della Valle del Bitto di Albaredo, dopo il monte Azzarini ed il monte Pedena; Appena a nord della cima del monte Lago si possono osservare i confini di tre comuni, quello di Tartano, ad est, quello di Talamona, a nord, e quello di Albaredo, ad ovest. Il suo nome deriva dal fatto che in entrambi gli alpeggi che si stendono a valle dei suoi versanti, l'alpe Piazza e l'alpe Lago, esistevano laghetti (quello dell'alpe Piazza è interamente interrato, mentre quello dlel'alpe Lago si vede ancora quando piove parecchio). Si raggiunge la piazza S. Antonio di Morbegno, attraversandola imbocchiamo la strada per Albaredo-Passo di San Marco. Superate Arzo (aars), Valle (val) e Campo Erbolo (campèrbul), frazioni di Morbegno, raggiungiamo Albaredo (m. 910).

Proseguiamo sulla strada per san Marco. Dopo un tornante sinistrorso, troveremo una prima deviazione a destra, che conduce alla chiesetta della Madonna delle Grazie, al sentiero dei Misteri, al dosso Chierico ed alla via Priula. La ignoriamo e proseguiamo, affrontando un tornante destrorso, uno sinistrorso ed un nuovo tornante destrorso. Quanto incontriamo il cartello che segnala il km 15 sulla strada provinciale 8 per S. Marco, prestiamo attenzione, sulla nostra sinistra, alla deviazione per Baitridana, l'alpe Piazza ed il rifugio Alpe Piazza, segnalata da una serie di cartelli, che annunciano che mancano ancora 3 km al rifugio Alpe Lago. Qui di cartelli, per la verità, ce ne sono diversi, e ci segnalano che la stradina asfaltata che sale ci porta verso il rifugio Alpe Piazza, il bivacco Legüi, la quota 2000 ed il monte Lago. Il cartello relativo al sentiero 132 dà la Corte Grande a 40 minuti, i Cornelli ad un'ora e 10 minuti ed il rifugio Alpe Piazza ad un'ora e 20 minuti. Un cartello della Comunità Montana di Morbegno, infine, dà il monte Lago a 2 ore e 30 minuti.

Salendo a piedi, lasciamo l'automobile su uno slargo del ciglio della strada per san Marco, imboccando a piedi la stradina. Troviamo subito, a 1380 metri circa, una bella mulattiera che si stacca, sulla destra, dalla stradina e sale alle baite di Scöccia, della Corte Grassa e della Corte Grande. Il percorso è segnalato da segnavia rosso-bianco-rossi. Dopo un tratto pianeggiante, ad un nuovo bivio prendiamo ancora a sinistra e, oltrepassata una fontana, affrontiamo l'ultimo tratto prima dei Cornelli, che sale in una bella pecceta. Il sentiero esce alle baite dei Cornelli, oltrepassate le quali ci ritroviamo nei pressi di un piccolo slargo, dove, fino a poco tempo fa, terminava la pista sterrata. Un gruppo di cartelli, posto a valle della prima baita sopra il sentiero, segnala che stiamo procedendo sulla Gran Via delle Orobie, percorrendo la quale raggiungiamo l'alpe Lago ed il rifugio Alpe Lago in 40 minuti, l'alpe Orta in 3 ore e 10 minuti ed il passo di San Marco in 4 ore; nella direzione dalla quale proveniamo ritroviamo i riferimento ai sentieri per Cornelli-Corte Grande e Cornelli-Egolo-Albaredo; sulla nostra sinistra, infine, si stacca un sentiero che sale al crinale ed effettua una traversata al versante orobico valtellinese, sopra Talamona, portando all'alpe Pedroria in 30 minuti, alla boccheta del Pisello in un'ora e 20 minuti ed alla Val Budria in 2 ore e 50 minuti.

Poco oltre, troviamo il rifugio Alpe Piazza (m. 1835), aperto anche d'inverno. Il rifugio, in eccellente posizione panoramica, dispone di 24-30 posti letto. Per informazioni si può consultare il sito. Nessuna indicazione per il monte Lago, ma questo non pone particolari problemi: si tratta di seguire per un buon tratto la pista sterrata (per la quale passa la Gran Via delle Orobie nella sua variante bassa), per poi lasciarla al bivacco Legüi e salire al facile crinale che dalla cima scende verso ovest-sud-ovest, percorrendo il quale si guadagna facilmente la cima. Dal rifugio Alpe Piazza proseguiamo dunque sulla pista che, attraversato un torrentello, ci porta al baitone quotato 1898 metri, affiancato dal piccolo bivacco Legüi. Il bivacco viene in genere accreditato di una quota ampiamente arrotondata, i 2000 metri. Di solito è chiuso (la chiave può essere chiesta al vicino rifugio Alpe Piazza). Sul baitone, invece, è posto un cartello che celebra le fatiche di quanti, nei secoli, si sono dedicati alle attività legate all'alpeggio ed alla produzione casearia. Poco più in alto si vede la solitaria baita Tachèr.

Qui lasciamo la pista e proseguiamo intercettando alle spalle del bivacco una traccia di sentiero che proviene da sinistra, dalla baita dell'alpe, nei pressi della quale non mancherà il suono dei campanacci: è, questa, una delle alpi più pregiate delle valli del Bitto, e qui nasce l'omonimo formaggio, il più famoso prodotto caseario valtellinese.

Raggiunto, dunque, il crinale, pieghiamo a sinistra e cominciamo a salire, su traccia sempre abbastanza visibile. Il crinale propone solamente alcuni strappi, ma, nel complesso, è agevole. Gli ultimi sforzo ci portano alla croce della cima, a quota 2353, dalla quale il panorama, da ampio che era nell'alpe sottostante, si fa grandioso. Il monte, infatti, pur non essendo molto alto, è uno dei più panoramici delle Orobie occidentali, non avendo vicino a sé altre o costiere che sbarrino lo sguardo. Potremo così godere di un ottimo colpo d'occhio sulla catena orobica, sul gruppo del Masino-Bregaglia, sul monte Disgrazia e sul versante orientale delle Alpi Lepontine.


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