A Barni “Un paese in posa”

Il borgo del Triangolo lariano si mette in mostra tra dialetto, mestieri, oggetti d’altri tempi, canto popolare e prodotti locali. Un fitto programma tra sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre.

“Un paese in posa: gh’eva una völta a Barni” è l’iniziativa che riporta antichi mestieri, oggetti d’altri tempi e dialetto lombardo nelle strade di Barni (Como). E li fa tornare da protagonisti in linea con l’obiettivo della Regione Lombardia di riscoperta e tutela della lingua, delle tradizioni locali, della promozione del territorio e della sua conoscenza. Barni, caratteristico borgo del Triangolo lariano con la sua chiesetta romanica di San Pietro e Paolo, gioiello architettonico che si è aggiudicata il primo posto nel censimento 2016 de "I luoghi del Cuore" del Fai-Fondo ambiente italiano per la provincia di Como, ha saputo mantenere nella sua storia quella dimensione fuori dal tempo che racconta l'Italia più autentica. Tra paesaggi naturali, arti e mestieri, aie e corti, vicoli e percorsi che riconducono al fascino genuino del "come una volta".

"Un paese in posa” è il progetto fotografico realizzato da Giulia Caminada per sottolineare il sentimento di appartenenza e di identità della comunità di Barni. Grazie a CulturaBarni, alla Regione Lombardia per l’anno della Cultura 2017/2018, al Comune di Barni, alla Comunità montana del Triangolo lariano, alla Fondazione Provinciale Comasca onlus, alla Pro loco e al gruppo alpini di Barni, ai partner Associazione volo sopra la Vallassina, alla Rete italiana di cultura popolare, a Twletteratura dal 30 settembre “Un paese in posa” diventa una galleria fotografica negli scorci più significativi del borgo antico di Barni per raccontare a cielo aperto la comunità e la sua storia, i suoi oggetti di un tempo, senza fare code, 24 ore su 24. Una retrospettiva che dà modo ai visitatori di entrare nelle radici di una comunità eletta a simbolo dell'Italia più genuina in uno scenario ambientale naturale e rilassante.

  

Barni il 30 settembre e il primo ottobre è in festa. Per rivivere l'atmosfera di un tempo nelle 13 corti aperte per l’occasione lungo il percorso fotografico tutto il paese è addobbato. Con l’aiuto di mediatori locali dialettali si possono apprendere usi e costumi di un tempo. I mediatori linguistici dialettali accompagnano i visitatori lungo il percorso fotografico e nella conoscenza della realtà locale e della sua lingua (durata 45 minuti). Nelle 13 corti aperte per l’occasione si vivono scene di vita contadina grazie alla presenza di 60 figuranti del Gruppo folcloristico della Val Cavargna che, ospiti speciali in Vallassina, preparano anche degustazioni di piatti tipici. Dagli gnocchi fatti a mano al voltadel e alla matuscia, dalle castagne bollite alla rasumada (uovo sbattuto con vino), dal caffè del pugnatin (ricetta dei nostri vecchi) al formaggio zancherlin, fino alla medrical, caramella di zucchero alla genziana.

Nel fine settimana grande spazio viene dato al canto popolare. Sabato 30 settembre alle 14 alla scuola dell’infanzia di Barni convegno “Canto popolare. Esperienze a confronto” a cui partecipano la Corale Bilacus di Bellagio, il Coro Gruppo Alpini di Canzo, il Coro Cumpagnìa di Nost di Canzo e i Sulutumana e Antonello Marieni. Alle 16 nella piazza della Chiesa inaugurazione del percorso fotografico. Improvvisazioni di canto popolare alle 16,15 in piazza Pio XI e concerto di Livio Gaio Van de Sfroos Tribute Band alle 20.30. Domenica stage di canto popolare polifonico con l’Associazione Voci di Mezzo dalle 14 e alle 16 concerto dei Sulutumana.

Domenica 1 ottobre dalle 9 alle 18 Mercatino a Km 0 e visite alla chiesetta romanica di San Pietro e Paolo.

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