Itinerario E

Monte Valandro

  • Escursionismo
  • 3 ore 40 minuti
27 Febbraio 2015 / 00:00
0
0
313
Scritto da silvia ricca
Itinerario

Monte Valandro

27 Febbraio 2015/ 00:00
0
0
313
Scritto da silvia ricca
Itinerario

Monte Valandro

27 Febbraio 2015/ 00:00
0
0
313
Scritto da silvia ricca

Il percorso

Si lascia la macchina nei pressi della chiesetta di Seo (832 metri), posto sulle pendici del Monte Valandro, dove parte il sentiero SAT 348 che sale seguendo a tratti la vecchia mulattiera con incisi sul selciato profondi solchi scavati dalle slitte che trasportavano a valle il fieno falciato sui prati del Valandro e del Brugnol. La strada sale ripida fra i boschi assolati che ammantano le propaggini meridionali del gruppo di Brenta, al termine della strada forestale si prosegue lungo una mulattiera che, superato il “Caputel de Vessa”, supera alcune balze rocciose raggiungendo la località “I Salti”. Dopo i “Salti”, la mulattiera entra negli estesi prati del Valandro, lasciato sulla sinistra il sentiero 346 proveniente da Stenico e dal Capitèl de la Spina, si continua a salire per il sentiero 348 attraverso le ripide coste verso Malga Valandro, lasciando sul cocuzzolo di destra la baita Benigni. Superato un piccolo valico, il sentiero segue la naturale ondulazione del terreno fino a raggiungere Malga Valandro, di recente restaurata, posta in un’ampia conca verde. Dalla malga il sentiero continuerebbe verso Malga Asblez, in Val di Jon e da qui ai rifugi Agostini e Al Cacciatore. Il rientro avviene per la stessa via. Il Monte Valandro, comunemente chiamato dai valligiani “El Mont de Sténech” (monte di Stenico), sovrasta i paesi di Stenico, Seo e Sclemo. Una poderosa e possente montagna, brulla ed esposta al sole per tutta giornata, nella quale e dietro la quale si prolunga il Parco Naturale Adamello-Brenta e il Gruppo del Brenta. Vista dal fondovalle, dopo le prime rocciose balze, presenta un’estesa e ripida pendice di verdi prati, anticamente sfalciati ed ora lasciati liberi per il pascolo delle pecore. Questa zona veniva utilizzata fino al 1970 per esercitazioni militari d’artiglieria che avevano il loro campo base a Fiavè e in Val Lomasone.