Itinerario EE

Nel "giardino" della Presolana insieme al Fab

  • Escursionismo
  • 6 ore
04 Agosto 2017 / 09:00
0
1
1480
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Nel "giardino" della Presolana insieme al Fab

04 Agosto 2017/ 09:00
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Nel "giardino" della Presolana insieme al Fab

04 Agosto 2017/ 09:00
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Tra le più ricche dell’intero arco alpino, la flora della Presolana annovera specie di grande bellezza e inestimabile valore botanico. Fortunatamente per osservarle non occorre essere arrampicatori provetti, perché una fitta rete di sentieri permette di avvicinare senza alcun pericolo le imponenti pareti e i ghiaioni, gli ambienti più interessanti, colonizzati solo da piante molto specializzate, rare o endemiche, che vi hanno trovato protezione sia dalla concorrenza delle specie più invasive che dai mutamenti climatici verificatisi nel passato. Quella che proponiamo insieme al gruppo Fab-Flora alpina bergamasca è un’escursione un po’ faticosa, da affrontarsi in condizioni di tempo stabile, per non incorrere nelle foschie e nei temporali estivi frequenti sulla Presolana.

Parcheggiata l’auto poco prima del Passo della Presolana (1.297 metri), si prende il sentiero 315 che, attraverso boschi e praterie, conduce al rifugio Baita Cassinelli (1.568 metri), oltre il quale diviene più faticoso, inerpicandosi per lunghi tratti su ripidi ghiaioni ed erte praterie sassose fino alla Grotta dei Pagani (2.224 metri), l’ampia cavità che si apre alla base della Presolana occidentale. Ripreso fiato, si prosegue ancora un poco in salita (segnavia 318, 320), ma presto il sentiero diviene quasi pianeggiante per poi abbassarsi allo stretto Passo di Pozzera (2.126 metri). Con un ultimo sforzo e un po’ di attenzione per superare le ultime roccette si raggiunge la Cima (2.199 metri).

Il Passo e la Cima di Pozzera sono in una posizione fantastica, alla testata della Val dell’Ombra e proprio di fronte alla Presolana occidentale. Nelle giornate terse offrono una vista spettacolare sul versante meridionale del massiccio, del quale concentrano in poco spazio quasi tutte le specie più significative. Fra i dossi e gli avvallamenti dell’alta Val dell’Ombra e sulle roccette e i detriti che senza eccessiva fatica si risalgono per raggiungere la cima, le fioriture sono così abbondanti da stupire e colmare di gioia anche chi era già abbondantemente appagato da quelle osservate in precedenza. Il ritorno si può effettuare sul medesimo tracciato della salita o con un percorso ad anello si può scendere sul versante meridionale fino al Colle della Presolana (1.698 metri) e da qui al Passo della Presolana sul sentiero 319, che dopo il tratto iniziale diviene un comodo sterrato.

Il dislivello che si compie con questa escursione è di circa 1.050 metri. Il periodo consigliato per compierla va da metà giugno a metà agosto.

Sulle pendici della Presolana si può ammirare anche la moehringia della Concarena. Fra i detriti più mobili insinua i suoi esili rami il caglio del Monte Arera, specie esclusivamente bergamasca, insieme appunto alla moehringia, al cerastio a foglie larghe, alla viola di Duby e all’erba storna. Ricco anche il versante meridionale, con belle fioriture di nigritella comune e stella alpina.

Dove i detriti sono un po’ più consolidati si incontrano il camedrio alpino, la petrocallide dei Pirenei, la sassifraga di Host retica, il doronico dei macereti, la valeriana montana e l’elegantissima aquilegia di Einsele. Fra le molte specie che crescono sulle rocce si ricordano solo le endemiche campanula di Rainer, l’erba regina e la sassifraga di Vandelli.

Il tempo di percorrenza è di 3,30 ore fino al Passo di Pozzera, di 6 ore per il percorso ad anello. Difficoltà: escursionismo per esperti.