Itinerario BS

In marcia da Tartano alla Scima de Cavisciola

  • Scialpinismo
  • 7 ore
13 Aprile 2018 / 11:15
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579
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

In marcia da Tartano alla Scima de Cavisciola

13 Aprile 2018/ 11:15
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

In marcia da Tartano alla Scima de Cavisciola

13 Aprile 2018/ 11:15
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Torniamo in Valtellina con gli itinerari consigliati dalla rivista Orobie. E sono Mattia Copes e il fotografo Paolo Ortelli a guidarci da Tartano (Sondrio) alla Scima de Cavisciöla. Il loro racconto è pubblicato sulla rivista di aprile 2018 e si tratta della ricerca di una meta poco frequentata in val Budria, che li ha condotti su una montagna di cui le mappe ufficiali non riportano indicazioni. Per la gente del posto, però, è la «Scima de Cavisciöla», la cima di Lemma occidentale, dalla quale ammirare il versante orobico bergamasco e le Alpi Retiche, in un ambiente davvero da incanto.

L’escursione di scialpinismo è lunga, con un discreto sviluppo e dislivello. Non è troppo impegnativa, ma richiede un buon livello di preparazione fisica e capacità di valutare le condizioni della neve in brevi tratti su ripidi pendii.

Siamo a Tartano. Dalla piazza (posta a 1.203 metri di altitudine) si raggiunge la contrada Biorca (1.155 metri) dove si lascia l’auto in un ampio parcheggio. Con pendenze trascurabili si procede verso sud-ovest lungo la strada sterrata sulla destra del torrente, corrispondente al sentiero 113 che conduce al passo Pedena (2.234 metri). Dopo circa due chilometri si giunge alla contrada Barbera (1.282 metri), sul lato opposto della contrada Bagini (1.306 metri).

Proseguendo dritti si entra in val Budria. Dopo un altro facile tratto di circa due chilometri la valle termina e ci si trova di fronte a un’alta barriera rocciosa. La si aggira stando sulla destra con un ripido e tortuoso sentiero alle pendici del monte Pedena. Va prestata attenzione alle condizioni della neve in alcuni ripidi canali. Si raggiunge un balcone panoramico di pascoli in prossimità delle baite di Saröden (1.976 metri) sotto la sella del passo Pedena (2.234 metri). Ci si dirige verso est fino allo stretto intaglio della bocchetta di Lago (2.202 metri), dopo aver oltrepassato il pizzo del Vento (2.235 metri).

Alla cima del monte Tartano (2.292 metri) si gode un’ottima discesa fino al pianoro della casera di Sona Alta (1.904 metri). Da lì si risale fino a raggiungere la sella della dorsale orobica che separa la province di Sondrio e Bergamo. Si continua fino alla diramazione che a est conduce alla cima di Lemma (2.348 metri) e alla val Lunga di Tartano e a sud alla cima dei Siltri (2.175 metri) e alla val Brembana.

La cima finale è chiamata in dialetto «Scima de Cavisciöla» o di Lemma occidentale (2.266 metri), anche se la vetta è quotata, ma non nominata dalla cartografia dell’Istituto geografico militare. Si trova a circa 200 metri a nord-est del più conosciuto pizzo Rotondo (2.237 metri).

La discesa è lungo la val di Lemma, costeggiando nella parte finale la strada che affianca il torrente Tartano fino a raggiungere il ponte di località Barbera e proseguire fino all’auto sull’itinerario iniziale.