Itinerario BS

Scialpinisti sul pizzo di Rodes

  • Scialpinismo
  • 5 ore
08 Febbraio 2019 / 14:00
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827
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Scialpinisti sul pizzo di Rodes

08 Febbraio 2019/ 14:00
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Scialpinisti sul pizzo di Rodes

08 Febbraio 2019/ 14:00
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Con gli sci ai piedi fin sulla vetta del pizzo di Rodes, posta a 2.829 metri di quota, una delle più avvincenti delle Orobie, sul versante valtellinese. È la proposta che fa Marco Caccia sul numero di febbraio 2019 della rivista Orobie. È infatti lui sia l’autore del testo sia delle fotografie scattate in un ambiente meraviglioso, al confine delle province di Sondrio e Bergamo.

Caccia ha seguito un’escursione organizzata dalla sezione dell’alta Valle Brembana del Club alpino italiano e una volta sul pizzo di Rodes, «il selvaggio», come viene definito nel titolo del servizio di Orobie, c’è giusto il tempo di gustarsi la vista che spazia dal Disgrazia all’Adamello e poi, via, con una lunga discesa in libertà sempre con gli sci ai piedi.

L'animazione in 3D di Relive, rende l'uscita scialpinistica ancora più suggestiva:

Ma ecco l’itinerario che abbiamo seguito per questa escursione. Raggiungiamo in auto Piateda svoltando a destra al termine della circonvallazione di Sondrio. Continuiamo per Piateda Alta e poi fino alla località Gaggio (1.020 metri) da dove, in questo caso, abbiamo inforcato gli sci.

In assenza di neve o a stagione avanzata è possibile proseguire con l’auto lungo la stretta strada, occorre però munirsi di un pass acquistabile nel bar Centro, a fianco della chiesa parrocchiale di Piateda. Si può così arrivare fino al borgo Le Piane (1.456 metri) o al rifugio Ana (1.530 metri). Punto di partenza intermedio sono le baite di Dosso del Sole (1.290 metri). Seguiamo la strada con gli sci oppure, a piedi, attraversiamo un suggestivo bosco di abeti rossi.

Usciti da quest’ultimo si risalgono gli ampi pascoli e ci si addentra di nuovo nel bosco rimanendo sul sentiero. È un tratto agevole, semipianeggiante, che conduce a una bella spianata che ospita le baite di Armisöla (1.629 metri). La pendenza si fa ora più marcata e ci inoltriamo nella vallata fino a incontrare un ripido gradino roccioso, all’altezza del quale ci dirigiamo a sinistra superando l’irta valletta che ci troviamo di fronte. Il tracciato è piuttosto ripido, tecnico, e obbliga a un continuo zigzagare tra rocce e arbusti.

Più in alto l’itinerario diventa meno impegnativo, si apre e conduce nei pressi della bocchetta di Santo Stefano (2.378 metri). Ci infiliamo agevolmente nella valletta posta ai piedi della punta Santo Stefano (2.693) per poi risalire un ripido pendio sulla sinistra, fin sotto la bocchetta di Reguzzo (2.621). Giriamo decisamente a destra orientandoci così verso la cima del pizzo di Rodes (2.829 metri). Poco sotto la vetta con alcuni zigzag si guadagna la cresta e in una ventina di minuti in direzione sud eccoci sul pizzo di Rodes. Il ripido pendio finale, in base alle condizioni, può essere affrontato con gli sci oppure a piedi.

La discesa avviene per il medesimo tracciato utilizzato nella salita. Può creare qualche ostacolo il gradino roccioso sopra le baite di Armisöla e prima del borgo Le Piane si affronta una leggera risalita.