Itinerario EAI

Da Balisio al Rifugio Brioschi

  • Escursionismo
  • 6 ore
11 Marzo 2019 / 13:17
0
1
1856
Scritto da Marin Forcella
Fotografie di Marin Forcella
Itinerario

Da Balisio al Rifugio Brioschi

11 Marzo 2019/ 13:17
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1856
Scritto da Marin Forcella
Fotografie di Marin Forcella
Itinerario

Da Balisio al Rifugio Brioschi

11 Marzo 2019/ 13:17
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1856
Scritto da Marin Forcella
Fotografie di Marin Forcella

Il percorso

Itinerario Rifugio BRIOSCHI:

Seguendo le indicazioni per Pasturo, sulla strada provinciale 62, (tra Ballabio e Balisio) subito dopo il Tamoil, sulla sinistra prendere la strada sterrata con indicazioni "Rifugio Pialeral"

Imboccata la strada possiamo scegliere di parcheggiare qui, o possiamo salire di qualche centinaio di metri (attenzione alle buche) fino alla Cappella del Sacro Cuore (m.828). Posteggiata l’auto possiamo finalmente avviarci lungo la strada carrozzabile, che sale con pendenza costante fiancheggiando alcune bellissime baite private. Raggiunto il bosco la strada diventa sentiero e sale a destra, sempre con chiare indicazioni per il rifugio Antonietta al Pialeral e Rifugio Brioschi. In leggera salita il sentiero prosegue tra i faggi e dopo circa un’ora dalla partenza raggiungiamo la prima neve e i bianchi prati dell’Alpe Cova. A seconda delle condizioni della neve potrebbero già essere necessari i ramponi.

Lasciato alle spalle il tepore del rifugio continuiamo a salire lungo lil sentiero, stavolta con pendenza più sostenuta, verso la nostra meta. Il Grignone si erge davanti a noi in tutta la sua bellezza, un gigante di neve e di ghiaccio. Guadagniamo quota un passo alla volta, in un ambiente sempre più aspro e severo, dove naturalmente comanda la montagna. Dopo un’altra ora di cammino raggiungiamo il bivacco Riva/Girani, posto a metri 1860, in località Comolli.

Il bivacco è dotato di tavolo e panche, e permette all’escursionista di passaggio non solo trovare riparo in caso di maltempo, ma anche di poter preparare un tè caldo o un caffè.

E' un luogo ideale per riprendere fiato e preparaci psicologicamente e fisicamente per affrontare la parete più dura e impegnativa di tutta l'ascesa. Qui consiglio vivamente di indossare i ramponi/ramponcini e eventualmente anche la piccozza (non necessario).

Il Muro del Pianto

Chi conosce le Grigne e il rifugio Brioschi conosce anche il Muro del Pianto. Non servono spiegazioni per identificarlo. Si erge alle spalle del Bivacco Riva, un muro di neve con una pendenza che varia dai 35 ai 45 gradi e un dislivello di ben 400 metri. Una salita che non fa sconti, da affrontare con la giusta energia e preparazione. Il tracciato è perfettamente segnato da paline indicatrici piantate nella neve e battuto ogni giorno da decine di alpinisti. È importante restare sempre sulla traccia e salire con passo lento e regolare, senza fretta. A seconda delle temperature la neve può presentarsi in maniera diversa ma non è mai da sottovalutare. Il culmine del Muro del Pianto, il cui nome non poteva essere più indicato, è la cresta della montagna, a metri 2270. Ci vorrà qualche minuto per rendersi conto del panorama che si apre agli occhi del vincitore di questo lungo crinale, ma non è ancora tempo per fermarsi a contemplare tutto il paesaggio… La bellissima cresta prosegue a “fil di cielo”, tracciata da paline segnaletiche e corda, posizionate per impedire di avvicinarsi alle grosse cornici di neve presenti. Prestando la massima attenzione il percorso prosegue tra scorci mozzafiato, continuando sul crinale della montagna tra ripidi saliscendi, che ci condurranno direttamente alla croce di vetta, completamente congelata e cristallizzata dal vento. Non ci resta che fermarci ad osservare il mondo ai nostri piedi, con i laghi di Lecco, Como e Pusiano sotto di noi, la Valtellina all’orizzonte, la Pianura Padana alle nostre spalle e davanti a noi il massiccio del Monte Rosa con l’affilata punta del Cervino. Benvenuti sulla terrazza più bella d’Italia. Quando il cielo è terso è possibile ammirare anche il famoso Pizzo Badile!

Rifugio Brioschi:

Pochi metri sotto la croce di vetta c’è lui. Avvolto da una coperta di neve e ghiaccio troviamo il Rifugio Luigi Brioschi, costruito dal CAI di Milano il giorno 10 dell’ottobre 1895 e inaugurato con il nome di Capanna Grigna Vetta. Nel 1903 subisce il primo adeguamento e nel 1926 la capanna Grigna Vetta cambia nome, quando Luigi Brioschi ormai ottantenne, assiste all’inaugurazione della struttura rivista e ampliata grazie ai suoi generosi finanziamenti. Nel 1944 il rifugio viene demolito dalle truppe repubblicane, ricostruito con la buona volontà dei volontari e inaugurato di nuovo il 10 ottobre 1948. La struttura è tuttora il risultato di un intervento di ampliamento e adeguamento avvenuto nel 1995, quando custode era Fulvio Aurora. Oggi il rifugio più amato d’Italia, titolo vinto nel 2012 dal sondaggio espresso da Meridiani Montagne, è gestito da Alex Torricini, che con passione continua questo lavoro sulle cime della Grigna Settentrionale.

Il rifugio dispone di 34 posti letto e di una sala da pranzo che può ospitare fino a 40 persone. È aperto tutti i weekend d’inverno e in modo continuativo durante il periodo estivo. Durante l’inverno le aperture possono subire variazioni a causa delle condizioni atmosferiche. Per informazioni dettagliate si prega di fare riferimento alla pagina Facebook del rifugio, sempre aggiornata.

Fonte:

- Esperienza personale
- BergamoPost (http://www.bergamopost.it/vivabergamo/al-rifugio-brioschi-bussare-paradiso/)
- Gestori del Rifugio Brioschi