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La via ferrata del torrione Porro

  • Escursionismo
  • 2 ore 30 minuti
23 Ottobre 2020 / 10:30
1
0
1149
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

La via ferrata del torrione Porro

23 Ottobre 2020/ 10:30
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

La via ferrata del torrione Porro

23 Ottobre 2020/ 10:30
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Insieme alla rivista Orobie di ottobre 2020 scopriamo in Valtellina la via attrezzata che sul torrione Porro è intitolata all’imprenditore brianzolo Carlo Bonomi. È in valle Ventina e avvicina anche i meno esperti all’arrampicata. Siamo nel ramo occidentale dell’alta Valmalenco, in luoghi ricchi di storie di uomini coraggiosi, vette, ghiacci e alberi millenari.

L'itinerario con l'animazione di Relive:

Gli itinerari che conducono in vetta al torrione Porro (2.435 metri) dall’alpe Ventina variano per difficoltà, ma pure la via ferrata intitolata a Carlo Bonomi è percorribile da chi è alle prime armi in questa affascinante disciplina. Basta non soffrire di vertigini e soprattutto essere equipaggiati con l’attrezzatura indispensabile: imbrago, caschetto, guanti e kit da ferrata.

L’escursione prende il via da Chiareggio (1.612 metri), frazione di Chiesa in Valmalenco e, dopo aver attraversato il torrente Mallero su un ponticello, si segue il facile tracciato che porta al rifugio Gerli-Porro (1.965 metri) attraverso bellissimi boschi di conifere. La pendenza aumenta un poco nell’avvicinarci alla casa alpina. Ci si impiega all’incirca 1 ora e il segnavia che ci guida è il 323. All’alpe, poco più avanti rispetto al Gerli-Porro, troviamo anche un secondo rifugio, il Ventina (1.975 metri). Davanti a noi ecco la conca del ghiacciaio del Ventina. Quel che rimane di quest’ultimo è raggiungibile lungo il percorso glaciologico Vittorio Sella.

Il nostro tragitto, però, all’altezza della cappella dedicata ai Caduti della montagna, si stacca sulla sinistra. Non facciamo altro che seguire, fino a circa 2.130 metri di quota, il sentiero del Larice millenario o via normale al torrione Porro, tra i rossi e grossi blocchi di serpentinite, indicato con il segnavia 321/1. Decidendo di fare la ferrata, pieghiamo quindi di nuovo a sinistra e in pochi minuti eccoci all’attacco.

È una via attrezzata classificata tecnicamente come facile. Nella prima parte è caratterizzata da brevi balzi rocciosi e diagonali. La seconda parte è invece più verticale ed esposta, ma l’abbondanza di staffe e maniglie metalliche la rendono davvero poco difficoltosa. La si conclude in poco meno di 1 ora. Da qui decidiamo di raggiungere, in pochissimi minuti, la vetta del torrione Porro (2.435 metri) da cui godere del panorama sull’arco alpino. Rientriamo all’alpe Ventina e al rifugio Gerli-Porro seguendo la via normale, segnavia 321/1, che ci consente di ammirare anche il larice millenario che, assieme ad altri secolari compagni, è una delle grandi attrazioni naturali del ramo occidentale dell’alta Valmalenco.

Non perdere le tante proposte escursionistiche pubblicate sul sito di Orobie. Per scoprirle e cominciare a camminare, pedalare, ciaspolare o sciare clicca su: Itinerari. Oppure scarica sul tuo smartphone l'app gratuita Orobie Active.

Commenti

David Bianchi 2 mesi

Facile ferrata, propedeutica per neofiti. Comunque regala panorami notevoli sull'alta Valmalenco e solo per questo ne vale la pena. La roccia e' spesso "appoggiata" solo a volte verticale e ci sono un paio di semplici "strapiombetti". Personalmente ho trovato molto piu' ostico il sentiero di discesa dal Torrione Porro al Rifugio Gerli. Tutto su sassi, da "spaccagambe". Comunque ideale per una bella giornata d'estate.