Itinerario E

Al rifugio Croce di Campo

  • Escursionismo
  • 2 ore 50 minuti
13 Novembre 2020 / 09:15
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3
1645
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Al rifugio Croce di Campo

13 Novembre 2020/ 09:15
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Al rifugio Croce di Campo

13 Novembre 2020/ 09:15
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Sul numero di novembre 2020 della rivista Orobie ricomincia la serie di reportage dedicati ai "Rifugi d’inverno", le strutture alpine della Lombardia aperte anche nella stagione fredda. Massimo Sonzogni, accompagnato dal fotografo Paolo Ortelli, riprende il suo viaggio dalla provincia di Como, dal rifugio Croce di Campo, in valle Cavargna. È lì, tra Lario e Svizzera, sotto il pizzo di Gino, che Claudio Martinucci e Sissy Dei Cass, originari della valle Chiavenna, dal 2019 hanno ridato vita al Croce di Campo, a 1.741 metri di quota.

Da Menaggio, sulla riva occidentale del lago di Como, si percorre la strada statale Regina in direzione di Porlezza. Giunti a Piano Porlezza, frazione di Carlazzo, deviamo a destra risalendo la strada provinciale 10 della valle Cavargna. Si prosegue fino a San Nazzaro, minuscolo paesino situato sulle pendici meridionali del pizzo di Gino (2.245 metri). Qualche spazio per parcheggiare è disponibile attorno alla chiesa dei Santi Nazario e Celso (975 metri), che è il punto di partenza della nostra escursione.

Guarda l'itinerario con l'animazione di Relive:

Cominciamo la camminata ignorando via Cardé, che piega a destra, e seguiamo invece la ripida stradina che ci indirizza sopra il piccolo abitato. Pochi metri in via Cos Pumbal, una scalinata e una baita sono i riferimenti che ci accompagnano, in breve, alla prima parte dell’itinerario. È caratterizzata dall’attraversamento di un bel bosco di querce e castagni. A guidarci è l’antica mulattiera che conduce in località Tegnivo (1.225 metri), vecchio maggengo e un tempo dimora di minatori.

Uscendo dal bosco il panorama si apre a perdita d’occhio, in particolare sul lago di Como e sulle cime che gli fanno da cornice. A est ammiriamo la dorsale che da cima Pianchette (2.167 metri), proprio sopra il rifugio, arriva ai monti Bregagno e Grona. Più lontano, verso sud, ecco i Campelli e il Grignone sul versante lecchese e, tornando in terra lariana, il Galbiga, il Crocione e, più a ovest, le cime che delineano il confine italo-svizzero dal Sasso Gordona al monte Generoso. E ancora, il passo di San Lucio, con l’omonimo rifugio (vedi Orobie 339-dicembre 2018) e il monte Garzirola. Prendiamo quota e ci addentriamo nell’ambiente innevato arrivando in località Tecchio (1.287 metri). Qui incrociamo il sentiero delle Quattro valli e la via del Ferro.

Non facciamo altro che seguire il percorso coperto dalla neve disegnato dalla strada che, salendo da San Nazzaro, porta al rifugio. Quest’ultima è un’alternativa alla prima parte nel bosco ed è utilizzata, se sufficientemente imbiancata, da ciaspolatori e scialpinisti.

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