Itinerario EE

Da Chiesa Valmalenco all'Alpe Ventina

  • Escursionismo
  • 4 ore
20 Agosto 2021 / 16:00
0
0
380
Scritto da Alberto Vacchi
Fotografie di Alberto Vacchi
Itinerario

Da Chiesa Valmalenco all'Alpe Ventina

20 Agosto 2021/ 16:00
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380
Scritto da Alberto Vacchi
Fotografie di Alberto Vacchi
Itinerario

Da Chiesa Valmalenco all'Alpe Ventina

20 Agosto 2021/ 16:00
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380
Scritto da Alberto Vacchi
Fotografie di Alberto Vacchi

Il percorso

Arrivare in Valmalenco e osservare i borghi che costellano come macchie i boschi di larici mentre si sale in pullman è un'esperienza interessante. Conosciuta come località sciistica, Chiesa è un bel paese che si colloca proprio all'inizio di una grande biforcazione della valle: la parte alta che ci conduce, attraverso una strada piena di curve, verso vari abitati come S. Giuseppe e Chiareggio culminando in bellezza con la cima del Monte Disgrazia (3678m) e la parte bassa che si inoltra nella Val Lanterna passando per borghi caratteristici sino al Pizzo Scalino (3323m) e al Pizzo Bernina (4050m). In questo primo itinerario vi propongo la salita all'Alpe Ventina partendo da Chiesa. Si può camminare per 5 ore complessive o decidere di prendere la corriera che vi porta a Chiareggio. 

Arrivati al paese attraversiamo il fiume che vediamo sulla sinistra e in destra orografica. Seguiamo le indicazioni per l'Alpe Ventina. Un sentiero sterrato e largo ci conduce facilmente, seppur con una certa pendenza costante, verso la meta attraversando boschi di conifere e piccoli cespugli di rododendri più in quota.

In circa 1ora e 30 minuti arriviamo a destinazione: ci troviamo in un grande vallone con pascoli erbosi sulla sinistra e il rifugio Gerli Porro che ci accoglie sulla destra appena terminata la salita e più avanti il rifugio Ventina. A metà tra i due rifugi troviamo una chiesetta di montagna molto caratteristica che ospita foto e ricordi in memoria ai caduti  durante le innumerevoli escursioni sulle vette della valle.

Ma lo sguardo va oltre le cose fatte dall'uomo per perdersi verso l'alto, molto più avanti, fino a posarsi sul Ghiacciaio Ventina. Lo vediamo come una lingua sbiadita sui ghiaioni tra gole aspre che ci manda le sue acque fresche che irrigano tutto il vallone. Se si vuole continuare dobbiamo mettere in conto circa 2 ore e 30 minuti in più dalla zona dei rifugi. 

 

Il ghiacciaio, ubicato tra i profili dei Monti Disgrazia e Cassandra, sorge sopra i 3500 metri.  Il progressivo ritiro dei ghiacciai causato dal riscaldamento globale ha colpito anche questo ghiacciaio, in modo piuttosto grave, facendolo ritirare di decine di metri ogni anno e riservandogli un futuro abbastanza triste: il Ghiacciaio del Ventina è destinato a scomparire. Dobbiamo pensare che 130 anni fa l'intero ghiacciaio si estendeva dove oggi sono ubicati i due rifugi. Questo dovrebbe far riflettere su quali siano le conseguenze delle attività antropiche e quali siano le spese che la natura deve pagare ma anche gli uomini. 

Con questa triste amarezza tornando verso i rifugi gremiti da turisti affamati e assetati, decidiamo di scendere ma scegliendo un itinerario più scomodo e poco praticato che parla ancora di storia e di alpeggi. Seguiamo parte del tracciato fatto a salire ma deviamo a destra seguendo per il Lago di Pirola e l'Alpe omonima. Da qui inizia un piccolo sentiero stretto che parte subito in salita in un intrico di larici antichi e arbusti, passando anche per una piccola frana. Proseguiamo per circa un'oretta e arriviamo all'Alpe Pirola (2102 m).

L'alpeggio è completamente abbandonato e troviamo solo tre case in sasso diroccate senza acqua. Scendiamo quindi verso Chiareggio passando per l'Alpe delle Zocche. Il sentiero digrada e si allunga di molto nel bosco tra salti fra le rocce, pantano e ripide discese con corde che aiutano il viandante. Occorre fare attenzione.

Alla fine riusciamo a scorgere l'Alpe delle Zocche (1760m) anch'esso incolto e abbandonato. Un percorso difficile che ci regala il sapore di luoghi dimenticati e non più ricercati nemmeno dal punto di vista turistico. Finalmente arriviamo a Chiareggio pronti per il rientro, stanchi ma con il cuore pieno.