Itinerario OS

Sul «re» Cevedale da Santa Caterina

  • Scialpinismo
  • 7 ore
12 Agosto 2022 / 11:00
0
2
1488
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Sul «re» Cevedale da Santa Caterina

12 Agosto 2022/ 11:00
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1488
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Sul «re» Cevedale da Santa Caterina

12 Agosto 2022/ 11:00
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1488
Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

È titolato «Tra i re» il reportage che la rivista Orobie di agosto 2022 dedica a un’escursione tra le montagne della Valtellina, sul Cevedale. Fino ai 3.769 metri di quota di una delle vette icona dell’alpinismo nel racconto di Massimo Cervelli e con le fotografie di Dario Bonzi. Le emozioni di un «buon escursionista medio» alla sua prima salita lungo la via normale da Santa Caterina. Con una indimenticabile notte al rifugio Casati, viste da incanto, la sofferenza del ghiacciaio e vere pagine di storia.

«Tra i re» è l’ottava puntata dei reportage che il mensile sta dedicando quest’anno al tema dei «Paesaggi». Questo itinerario, immerso nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio, è tratto proprio dall’ampio servizio pubblicato su Orobie di agosto.

L’accesso alla via normale del Cevedale dal versante lombardo è quindi da Santa Caterina Valfurva (Sondrio). Giunti nel borgo montano vanno seguite le indicazioni per la valle dei Forni. L’ingresso in auto è vincolato al pagamento del ticket di pedaggio e la macchinetta automatica è installata al parcheggio «La Fonte». La strada asfaltata è agevole e prosegue fino all’ampio posteggio dei Forni (che è posto a 2.150 metri di altitudine), nei pressi dell’omonimo rifugio.

Zaino in spalla ci si incammina nella vasta valle Cedec, seguendo la comoda mulattiera che in circa 2 ore conduce al rifugio Pizzini-Frattola (2.706 metri). Situato nella testata della vallata in posizione panoramica, è immerso in una vasta conca rocciosa che ricorda un paesaggio marziano, se non fosse per lo spettacolo delle più importanti cime del gruppo dell’Ortles-Cevedale, che si trova nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio.

Proseguendo, in corrispondenza della stazione di valle della teleferica, la mulattiera si trasforma in un sentiero via via più ripido che consente di superare in circa 1 ora e mezza gli ultimi 570 metri di dislivello. Giunti al rifugio Casati-Guasti (3.269 metri) ogni fatica è ripagata dal panorama: dopo circa 3 ore e mezza di cammino siamo al cospetto del ghiacciaio del Cevedale.



In sintesi possiamo suddividere l’itinerario in tre macro sezioni consecutive, con un crescendo di difficoltà e di quota: il primo va dal parcheggio dei Forni fino al rifugio Pizzini-Frattola, una lunga mulattiera valutata con difficoltà turistica. Il secondo dal Pizzini al Casati-Guasti, seguendo il sentiero Cai 528 classificato con difficoltà escursionistica, a cui però bisogna prestare attenzione soprattutto in virtù della quota elevata. C’è poi il terzo e ultimo step per le escursioni con partenza dal rifugio Casati: da qui in poi le ascese assumono caratteristiche alpinistiche in ambiente glaciale.

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