Aspettando Papa Giovanni

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A soli 11 anni ha camminato fra boschi e vitigni, tra colline in fiore ed ampi panorami lungo i versanti del Monte Canto; ha camminato quotidianamente da Sotto il Monte a Celana e dal Collegio a San Gregorio. Un cammino che non si è mai più fermato. Neppure quando da Nunzio Apostolico e Patriarca faceva ritorno nella terra natale ed i suoi concittadini lo vedevano girare tra le vie del paese e salire, lungo quella Via degli Alpini che oggi si mostra in gran lustro, sino al pulpito della Torre San Giovanni. Un cammino in vita che lo ha condotto sino al soglio pontificio. Un cammino che oggi, ad oltre cinquant’anni dalla sua morte, lo riporta nella terra natale, lì dove tutto questo è cominciato, per quella “peregrinatio” tanto attesa dai bergamaschi.


Con lo stesso spirito ho percorso il sentiero che porta il suo nome pontificale e ricalca i suoi primi passi mossi verso la Santità. Un cammino, il mio, modesto ma vissuto intensamente, compiuto in compagnia degli amici della redazione di Orobie, dell’associazione Monvico e dell’Associazione Papa Giovanni che, insieme, hanno saputo regalarmi una giornata a dir poco emozionante.


L’album fotografico “Aspettando Papa Giovanni XXIII” è il proseguimento di questo mio cammino. Un cammino durato quasi un mese che ha toccato quei luoghi giovannei simbolo della suo peregrinare in terra bergamasca: dalla Casa Natale di Sotto il Monte alla Cornabusa, dal collegio di Celana alla Torre San Giovanni, da Cà de Rizzi a San Gregorio in Cisano Bergamasco, dal Convento dei Frati Minori in Baccanello al Santuario delle Caneve e, nuovamente, sino alla Casa Natale, ai piedi della statua in bronzo scolpita dallo scultore Carlo Pisi dove ogni pellegrino di passaggio restituisce amorevolmente al Papa quella carezza che lui stesso, all’apertura del Concilio Vaticano II, ha regalato a tutti noi bambini di allora.


In attesa che "anche la luna si affretti a guardare lo spettacolo" della “peregrinatio”, bentornato a casa Papa Giovanni!