Monte Pietra Quadra - SkiAlp

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L’inverno che stiamo vivendo, ahimè, lo ricorderemo come uno dei più avari di neve e perturbazioni degli ultimi decenni. Se poi ci mettiamo l’anomalia della forte inversione termica il disastro è quasi assicurato.
(Ben) dieci gradi segnava il termometro in vetta al Pietra Quadra; 10 gradi sopra lo zero durante il mese di febbraio a quasi 2500 metri di quota.
Robe da pazzi…
Il Monte Pietra Quadra è “un lungo e pianeggiante costone che si stende a ponente del Monte Spondone. Si presenta con un fianco settentrionale costituito da una bastionata rocciosa e con un vasto pendio meridionale coperto da sfasciumi” (la via di salita scialpinistica).
Durante la stagione estiva la sua salita possiamo definirla classica e di scarso interesse, tolto l’ultimo ripido tratto, mentre in inverno e con gli sci ai piedi l’ascesa risulta non banale e di grande soddisfazione!
L’itinerario storico così recitava: “da Capovalle si segue il sentiero che rimonta una valletta boscosa (ora strada) in direzione delle Baite di Campo m. 1879, quindi si procede verso Nord-Ovest per un altro vallone pietroso fino alla Baita dei Tre Pizzi (in inverno questo traverso è quasi sempre delicato) e, da un piccolo laghetto, si sale per la costa ripida e petrosa in direzione della vetta”.

16 febbraio 2019.
È l’inverno del vento!
La neve non fa neppure in tempo a depositarsi che viene subito mutata e trasportata.
Oltre a ciò l’anomalia termica trasforma la più facile delle uscite in vere e proprie ravanate sovente difficoltose.
Problema: le alte temperature del giorno sciolgono e trasformano la neve mentre le basse temperature della notte fermano il processo di mutazione modificando la neve in infide lastre di ghiaccio.
Insomma, le condizioni non proprio ideali per salire con gli sci alle quote medio alte.
Soluzione: non c’è, e difatti l’istinto (e il cuore) ci suggerisce una gita “old style” dedicata ad una montagna simbolo delle conche di Mezzeno e dei Laghi Gemelli: il Monte Pietra Quadra.
Ne uscirà una gita spettacolare!
Con i “Brembana’s boys” ci troviamo direttamente nella frazione di Capovalle (Roncobello) e mentre prepariamo armi e bagagli il buon Paolo scopre di avere dimenticato a casa le chiavi del porta sci. La sua gita finisce ancor prima di iniziare!
Risalire la strada (ghiacciata) che porta a Mezzeno sci ai piedi è tanto noioso quanto deleterio, ma è parte integrante del pacchetto “all inclusive” e l’arrivo alle Baite di Mezzeno mitiga la noia lasciando spazio alla bellezza.
Durante l’inverno questo posto, credetemi, diventa un piccolo angolo di paradiso.
Dalla fine della strada svoltiamo a sinistra e, puntando in direzione Ovest, risaliamo un pendio già cotto dal sole delle 07:30 (andiamo bene penso tra me e me).
Il traverso estivo che porta direttamente al Roccolo del Tino è più facile del solito visto lo scarso innevamento, mentre il secondo traverso a mezzacosta al cospetto dei Tre Pizzi che sale all’imbocco della Valle del Pietra Quadra ci accoglie ghiacciato e col divieto assoluto di scivolare.
Pena: ti potresti fare molto male.
Per non dire malissimo!
Purtroppo e come pensavamo la neve è decisamente scarsa, ma la qualità è spa.zia.le.!
Oltrepassata la Baita dei Tre Pizzi saliamo, rampanti sotto gli sci, fino a circa 50 metri dalla vetta dopodiché con picca e ramponi affrontiamo l’ultimo pendio ripido (e ghiacciato) abbracciando infine la graziosa Madonnina posta pochi metri sotto la vetta.
Il colpo d’occhio dalla vetta propriamente detta, complice la giornata pressoché perfetta, è panacea per l’anima e la discesa sarà la ciliegina di una giornata tanto bella quanto inaspettata.
Baci e abbracci con tante strette di mano; una barretta un sorso di acqua e il sole che brucia la faccia.
What else?

Grazie Amici e grazie Orobie!