Anello Cime di Lemma

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Il cielo è grigio e tutt’attorno non c’è anima viva. Nel silenzio assoluto, il soffiare del vento è l’unico rumore che sento; muove i seggiolini della seggiovia, ferma per mancanza di neve, che, ciondolando a destra e manca, provocano sinistri cigolii che rendono San Simone una località turistica quasi spettrale. Persino la baita del Camoscio, punto di ritrovo per sciatori e scialpinisti che sbanchettavano festanti davanti ad un piatto di carne grigliata con polenta, ha chiuso i battenti e giace in uno stato di totale abbandono.

Cosa riserverà il futuro a luoghi come San Simone, oppure Foppolo ma anche tante altre località tutte pensate solamente in un’ottica di turismo commerciale dove la tua casa sulle piste da sci espone il cartello “vendesi”, gli impianti di risalita sono inattivi ormai da anni ed i mastodontici alberghi ospitano solo richiedenti asilo?

Commenti

Emanuele Amoroso 1 settimana, 5 giorni

Grazie Cristian delle tue foto e descrizione: per noi appassionati di sci era una bella e ben gestita stazione. Si spera sempre in una riapertura, ma temo occorrerà ancora molto tempo...

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  • Cristian Riva 1 settimana, 5 giorni

    Ciao Emanuele, hai perfettamente ragione. Speriamo che dopo questa caduta in basso San Simone si rialzi e torni a splendere meglio di prima. ;-)

  • mariolu sonzogni 2 settimane, 1 giorno

    che tristezza :-( bello il gruppo di camosci :-)

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  • Cristian Riva 1 settimana, 5 giorni

    Ciao Mario, diciamo che, lasciata alle spalle la tristezza di San Simone, poi è tutto molto bello e meritevole di una escursione! Grazie e buona montagna!!!