Monte Cabianca e passo d'Aviasco da Valgoglio

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Dal parcheggio parto seguendo il classico itinerario dei cinque laghi di Aviasco. Dalla località Bortolotti risalgo tenendo come riferimento la condotta, il sentiero è sempre ben segnalato, il primo tratto è immerso nel bosco per poi sbucare su una "strada" che porta alla baita Monte Agnone, prima della salita alla baita il sentiero si stacca sulla sinistra e si alternano tratti al riparo nel bosco a tratti senza alcun riparo. La condotta dell'acqua è sempre a farmi compagnia, scompaiono gli alberi ma lei no. Raggiunto il Villaggio Enel con la diga Sucotto di fronte e le indicazioni per la baita cernello che lascio alla mia destra mi incammino in direzione del Lago d'aviasco a sinistra. Raggiungo il rifugio Capanna Lago nero e da qui salgo costeggiando la diga del Lago Nero. Qui, finalmente per un breve tratto il sentiero si "addolcisce" per riprendere un attimo fiato. Raggiunto il lago d'Aviasco, supero la diga e lasciando alla mia destra il sentiero dei 5 laghi che permette di raggiungere il Lago Campelli alto, poi quello basso e infine il lago Cernello con la baita Cernello e, scendendo, ricollegarsi al sentiero dell'andata e chiudere il giro dei 5 laghi, proseguo a sinistra verso il passo d'aviasco. Dopo pochi metri su una roccia, scritta bianco-rosso, inizio il tratto che mi porterà alla Monte Cabianca. Il tratto è ben segnato e dove non ci sono i segni ci sono gli immancabile ometti che mi permettono di raggiungere la cima in sicurezza. Dopo aver superato il laghetto di valrossa, un altro piccolo e poco conosciuto lago della zona il sentiero inizia a salire, l'erba è sotituita dai sassi e ben presto l'ambiente è quello di alta montagna, il sentiero di snoda tra sfasciumi e sassi, diventa sempre più ripido e, solo in alcuni tratti, un pò scivoloso, niente di pericoloso !. Un breve tratto in falsopiano ed ecco uno strappo fino ad una selletta, poco prima di essa, sempre su roccia è indicato il sentiero di cresta che si sposta a sinistra. Raggiunta la selletta proseguo a destra con panorami sempre più ampi. Dopo un tratto ripido la traccia diventa piana fino all'ultimo ripido tratto sui sassi dove la cima è ben visibile.

Ritorno.

Riparto e torno fino alla selletta e poco sotto dove seguo le indicazioni per il asso d'aviasco. Seguo la traccia e i segni chiari e ben evidenti. Oltre al panorama mi sorprendono i colori delle montagne e il fatto che il sentiero di cresta che credevo difficile si rivela facile e senza alcun pericolo se non per un brevissimo tratto dove per scendere ho dovuto usare le mani, nulla di pericoloso !. Raggiunto il Monte dei frati inizia la ripida discesa verso il passo d'aviasco dove prendo il sentiero che mi riposrta alla diga e da qui inizio il ritorno sul sentiero dell'andata.