Articolo

Gran Zebrù. La cima del re

29 Marzo 2013 / 12:11
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Scritto da Redazione Orobie
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Gran Zebrù. La cima del re

29 Marzo 2013/ 12:11
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Scritto da Redazione Orobie

«La cima del re». È il Gran Zebrù, o Königs-Spitze, la vetta che primeggia nel gruppo dell’Ortles-Cevedale. E non è solo una questione di altitudine. Da qualsiasi punto la si osservi è una vetta stupenda. Il numero di aprile di Orobie l’ha scelta come quarta tappa della serie dedicata alle più belle montagne di Lombardia. Bella sul serio. Osservatela bene: nella sua semplicità sembra quasi una di quelle cime che piacciono ai bambini: un «triangolone» facile anche da raggiungere, almeno fino al rifugio Pizzini.

La passeggiata, durante i mesi estivi, è una classica per famiglie al cospetto del grande ghiacciaio dei Forni: un’ora e mezza di tranquilla camminata lungo la mulattiera che risale la valle di Cedèc. Dall’altra partela celebre Königs-Wand(Parete del re) rappresenta, invece, un autentico «abisso» con un impressionante  scivolo di seicento metri al quale il Gran Zebrù deve molta della sua fama.

E se il vicino Ortles, con i suoi3.905 metri, guarda la nostra vetta dall’alto in basso, in tema di eleganza, armonia e arditezza di forme non c’è confronto.

Questo lo spettacolo della natura. Poi c’è il fascino legato alla storia. Perché, purtroppo, la cima del re finì nella rete della grande guerra e le testimonianze di quelle ormai lontane vicende non mancano: la vetta fu occupata prima dagli austriaci e poi dagli alpini, protagonisti di un’ardua salita lungo il canalone delle Pale Rosse. I soldati italiani, conquistata la postazione passata alla storia come «nido d’aquila», vi eressero una baracca e altre opere difensive che permisero di mantenerne il controllo fino al termine del conflitto.

Nel 1918 la pace; e nel 1935, altra data storica per il Gran Zebrù, l'istituzione del parco nazionale dello Stelvio. Oggi attorno alla montagna si trova un autentico paradiso faunistico popolato da numerosi stambecchi, cervi, camosci, caprioli e marmotte. Non mancano gli uccelli: dalla pernice bianca all'aquila reale.