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Giusti delle Nazioni, Morbegno ricorda i Della Nave

28 Gennaio 2019 / 18:00
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Scritto da Redazione Orobie
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Giusti delle Nazioni, Morbegno ricorda i Della Nave

28 Gennaio 2019/ 18:00
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Scritto da Redazione Orobie

Ne abbiamo parlato sul numero di Orobie di gennaio 2019, ricordando la figura di Regina Zimet, bambina ebrea che, tra il 1943 e il 1945, assieme alla sua famiglia fu nascosta e sottratta all'Olocausto dai Della Nave nel piccolo borgo di San Bello, frazione di Morbegno (Sondrio). In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio 2019, i coniugi Mariangela Rabbiosi e Giovanni Della Nave, già riconosciuti da Israele tra i Giusti delle Nazioni, sono stati omaggiati con l’intitolazione di un albero, un ginkgo biloba, nel cortile della scuola media Torelli di Morbegno.

Scoperta anche una targa per celebrare la Giornata della memoria. "Questo albero e questa targa ci invitino a riflessioni profonde sulla vita umana e diventino un angolo d'amore, di riconciliazione, di sereno silenzio – ha evidenziato la preside Raffaella Giana –. Siano simbolo e testimonianza dell'invincibilità dei valori e un monito a vigilare affinché l'indifferenza non li possa affievolire". La scelta dell'albero non è stata casuale, è infatti dello stesso tipo che nella primavera del '46 tornò a germogliare a pochi mesi dall'esplosione della bomba atomica di Hiroshima nel 1945.

Un ricordo ancora forte per il figlio dei Della Nave

Gli Zimet, dopo grandi difficoltà e un lungo peregrinare, nel tentativo di sottrarsi alla brutalità nazifascista, che li portò fino in Libia, dalla Bergamasca raggiunsero la Valtellina e la salvezza, tra grandi rischi, grazie alla famiglia Della NaveVicissitudini ben raccontate da Alessandro Monaci (a destra nella foto), con le fotografie di Matteo Zanga, sulla rivista di gennaio 2019 di Orobie. La memoria di quanto avvenuto in quegli anni a San Bello è ancora forte in Luigi Della Nave (a sinistra nella foto), uno dei figli di Mariangela e Giovanni, coetaneo di Regina Zimet. Accolsero nella loro casa la famiglia ebrea, nascondendola e salvandola dalla deportazione nei campi di sterminio. Un gesto eroico in quegli anni cupi.

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