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Turismo invernale in ginocchio

12 Gennaio 2021 / 11:44
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Scritto da Redazione Orobie
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Turismo invernale in ginocchio

12 Gennaio 2021/ 11:44
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Scritto da Redazione Orobie

Il rinvio della stagione sciistica sembra ormai certo. Dalla regioni alpine la richiesta di ristori.

Nel nuovo Dpcm, che sarà in vigore dal 16 gennaio, ci sarà quasi certamente anche la proroga della data di apertura degli impianti di sci, già slittata dal 7 al 18 gennaio. Ne prendono atto le amministrazioni regionali che chiedono "al governo di assumere un impegno serio nei confronti di questo settore, garantendo ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite".

A dichiararlo sono Massimo Sertori (Assessore alla Montagna Regione Lombardia), Antonio Rossi, (Sottosegretario della Regione Lombardia), Daniel Alfreider, (Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta), Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto), Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento), Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte), Daniele D'Amario (Assessore al Turismo Regione Abruzzo), che ieri hanno partecipato alla Commissione Speciale Turismo della conferenza delle Regioni e delle Province autonome. 

I rappresentanti di regioni e province autonome si sono riuniti per esaminare il protocollo e le linee guida di utilizzo degli impianti di risalita, che saranno sottoposti al Comitato Tecnico scientifico del Governo.

"Durante i lavori della Commissione - continuano i rappresentanti delle Regioni - sono emerse le richieste che saranno avanzate al Governo, in particolare una data garantita di apertura, ristori certi e immediati e proporzionati al minor fatturato della stagione agli impianti di risalita e a tutte le attività correlate (come rifugi, alberghi, maestri di sci, servizi, ecc). Stabilita una data certa sarà necessario dare continuità all’attività degli impianti di risalita nel rispetto delle limitazioni previste dalle linee guida del protocollo approvato dal Cts. La dinamica della diffusione del virus, e quindi la suddivisione delle zone a colori, determinerà, le relative limitazione in ordine alla mobilità delle persone piuttosto che al restringimento dei servizi".

Tutto il turismo legato alla montagna, in condizioni normali, sviluppa almeno 20 miliardi di euro durante una stagione invernale. Un settore che rischia, a crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi. 


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