Itinerario T

Con la neve al rifugio Buzzoni

  • Escursionismo
  • 3 ore
26 Febbraio 2021 / 14:15
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1436
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Con la neve al rifugio Buzzoni

26 Febbraio 2021/ 14:15
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Con la neve al rifugio Buzzoni

26 Febbraio 2021/ 14:15
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Il percorso 

Per la quarta e ultima puntata della stagione dei «Rifugi d’inverno» la rivista Orobie di febbraio 2021 ha scelto come meta il Giuseppe Buzzoni, a Introbio (Lecco). «Un amore da rifugio» è il titolo del servizio curato da Massimo Sonzogni, con le fotografie di Paolo Ortelli. Sono loro a far conoscere meglio ai lettori Claudio Prada e Chiara Benedetti, che dal 2010 gestiscono questa struttura all’alpe Mota, in Valsassina, una panoramicissima finestra aperta sul gruppo delle Grigne.

Giunti nella lecchese Valsassina, raggiungiamo quindi Introbio, dove parcheggiamo in piazzetta Pretorio (a quota 595 metri). La nostra meta è il rifugio Buzzoni (1.559 metri), poco sotto il passo del Gandazzo (1.651 metri) che lo mette in collegamento con i Piani di Bobbio. Ci facciamo guidare dal sentiero numero 25. Altri itinerari sono quelli dai Piani di Bobbio e da Barzio

Con alle spalle l’abitato, entriamo nel bosco, percorrendo le viuzze All’Acqua e Per Biandino. L’ambiente tra castagni, betulle, poi abeti e, infine, faggi caratterizzerà la nostra escursione fino alla meta. Nella parte iniziale, per un breve tratto, si sovrappongono tre segnavia: il 25, il 27 e il 40. Quest’ultimo è quello che porta nella conosciutissima Valle Biandino.

Camminiamo prendendo quota su una caratteristica mulattiera proprio fino al bivio per la Valle Biandino. Pieghiamo a destra di fronte al bel cippo in pietra con le indicazioni dei vari itinerari e continuiamo a seguire il 25. Il fondo acciottolato diventa presto sentiero e tocchiamo in località Corno gli 859 metri di altitudine. Il tracciato è ben segnalato e porta, poco prima di arrivare alle baite Serra (1.038 metri), alla costa di San Martino e al pozzo del diavolo. Qui la tradizione popolare vuole che i due si siano sfidati, con destini opposti, nel salto della valle.

Lasciate alle spalle le baite Serra oltrepassiamo il torrente ed entriamo nella pineta di Mezzacca. Ci spostiamo ora sulla destra del versante della stretta valle e, con pendenze che si fanno un po’ più decise, risaliamo attraverso la faggeta che conduce all’alpe Tee. Ai suoi 1.383 metri veniamo accolti da uno straordinario faggio monumentale. Nella zona non è l’unico e mostra i segni di un fulmine che si è accanito sul tronco secolare. A questo punto i segnavia 25 e 19, che arriva da Barzio, disegnano lo stesso tracciato

Il secondo può essere utilizzato come alternativa per il rientro assieme al sentiero 14, che va imboccato più in basso, al passo di Nava (930 metri). Un ultimo sforzo in mezzo al bosco, in direzione dell’alpe Mota (1.559 metri) e del Buzzoni, ci regala una panoramicissima veduta sulle Grigne.

Guarda l'intervista realizzata da Massimo Sonzogni a Claudio Prada e Chiara Benedetti, gestori del rifugio Buzzoni.

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