Eccolo il Resegone. Sfumata nelle luci morbide del tramonto, la sua cresta seghettata è ancora più inconfondibile. Non è un caso che sia finita in copertina e non è un caso nemmeno che sia stata scelta come una delle «più belle montagne di Lombardia»: la sua è un’icona inconfondibile e non solo per i lecchesi. Anche per questo è stato posto l’accento, come sempre accade per i servizi di questo genere, al rapporto tra uomo e montagna e su alcuni dei personaggi che hanno contribuito ad alimentare la fama della stessa vetta. Un esempio? Il grande Riccardo Cassin che, proprio sul Resegone, affrontò una delle sue prime ascensioni lecchesi «Mi succede spesso – ricordava l’alpinista scomparso lo scorso anno - di tornare con il pensiero a quella gita sul Resegone. E sempre con una punta di nostalgia. Pur avendo dedicato tutta la mia vita all’alpinismo, non ricordo infatti di avere mai avvertito un’emozione e una gioia così intense».
EDITORIALE
Giornata per tutti
«stile» Orobie
Una piacevole giornata con Orobie e tanti amici? È possibile. Anzi, vi consigliamo di leggere l’articolo che pubblichiamo in questo numero: è l’Orobie Day, ideato per festeggiare i vent’anni di Orobie. L’appuntamento è per agli amici della rivista, i quali il 18 aprile potranno trascorrere una giornata «stile» Orobie: salite in vetta a una montagna in compagnia dell’alpinista Mario Merelli, oppure compiere escursioni in compagnia di alcuni noti collaboratori di Orobie, o anche ritrovarsi nei moderni spazi del Palamonti, la «Casa della montagna» del Cai di Bergamo, dove Orobie propone altre occasioni di incontro.
SOMMARIO
Pora e Resegone. A modo loro due montagne simbolo. La prima se ne sta lì in Valle Seriana come un grande e panoramico «panettone» ed è un po’ l’icona della cima adatta alle famiglie, di un escursionismo alla portata di tutti. La seconda, con la sua inconfondibile cresta seghettata a cavallo tra la Valle Imagna e il Lecchese, è invece una meta più impegnativa, in grado di attirare anche scalatori di livello. Orobie le ha scelte per l’ultimo numero invernale, con la volontà di ribadire una prospettiva che non è strettamente alpinistica, ma legata alla scoperta del territorio a 360 gradi. Di tutto un po’ insomma. E, in questa scoperta continua, l’altro filo conduttore è quello del rapporto tra uomo e ambiente. Non a caso, proprio il servizio sul Resegone, che rientra nella serie dedicata alla più belle montagne di Lombardia, pone l’accento su alcuni dei personaggi che hanno contribuito ad alimentare la fama della stessa vetta. Perché non serve andare in Himalaya per provare sensazioni forti, l’esplorazione a volte è proprio dietro l’angolo.
E così sfogliando Orobie ecco altre proposte che sembrano confermarlo. Il Pora si diceva, che offre uno splendido balcone sulla Presolana e che in questo caso viene proposto per un itinerario tra Colle Vareno e il monte Alto, ma anche il Grignone, dove lo scorso anno si staccò una valanga impressionante: 1.500 metri di corsa destinata a lasciare un segno profondo nell’ambiente senza fortunatamente coinvolgere nessun escursionista. Per tornare ai tempi di Jack London e assaporare l’atmosfera da grande nord, l’appuntamento è, invece, nella Piana del Gaver il 6 e il 7 marzo: qui infatti si svolgerà, come ormai consuetudine, l’ultima gara del campionato italiano di sleddog, le corse di slitte trainate dai cani.
Un autentico spettacolo fatto di gente (in genere la gara attira oltre due mila spettatori), paesaggi da favola e un rapporto tra uomo e animale talmente intimo da commuovere. Infine, per chi preferisce le passeggiate più tranquille, ecco una proposta sui colli di Bergamo che è anche l’occasione per scoprire una coltivazione tipica di questo verde balcone: stiamo parlando della scarola una particolarissima e gustosissima insalata «imbiancata» nelle cantine dove matura al buio che, un tempo, rappresentava l’ortaggio più diffuso della zona. Negli anni la tradizione è andata scemando, ma ora Slow food vorrebbe tutelarla con un proprio presidio. Nell’attesa, cominciamo ad assaggiarla. Ne vale la pena.
L'ARTICOLO
DEL MESE
Pianeta Pora
Per un giorno lasciate perdere piste e discese ben battute. Quelle le conoscono in tanti, in certe giornate, pure in troppi. Meglio, se amate la tranquillità, andare alla ricerca di un altro Pora. Un Pora vicino, ma allo stesso tempo fuori dal mondo, fatto di silenzi e panorami che da questo privilegiato osservatorio della valle Seriana abbracciano altre cime importanti e decisamente spettacolari, prima fra tutte la Presolana, regina delle Orobie. E lasciate perdere lo stereotipo del «panettone» utilizzato di frequente per fotografare il massiccio del Pora. Se osservata un po’ meglio, la sua è una fisionomia decisamente più articolata con numerosi angoli affascinanti e solitari che, con un po’ di pazienza e di fatica, anche nei mesi più freddi, sono alla portata di molti escursionisti.
I
NUMERI PRECEDENTI
Nata
nell’agosto
del 1990, la rivista Orobie
si è subito affermata
per la grande attenzione
riservata al mondo della
montagna. In una prima
fase la rivista si è
occupata quasi esclusivamente
della montagna bergamasca,
solo in un secondo momento
ha qualificato la propria
linea in «natura,
cultura e turismo»
rivolgendo la propria
attenzione alla Valtellina
e alla Valcamonica, vallate
complementari alle Orobie
bergamasche, e quindi
a tutta la montagna lombarda
e al territorio della
regione.
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