Una sciatrice «galleggia» in un mare di neve fresca. Il sogno di tutti i discesisti. Un sogno che ai Campelli, la nota conca della Valle di Scalve ambitissima meta per tanti appassionati delle pelli di foca, può diventare facilmente realtà. Basta un bella giornata di sole, un buon innevamento e il gioco è fatto. L’ascensione è di quelle alla portata di tutti e la discesa può essere davvero entusiasmante. Non è un caso dunque che l’escursione avvenga in buona compagnia: «Difficile trovarsi da soli – scrive l’autore del servizio Maurizio Panseri - la salita ai Campelli e alle cime circostanti è una delle gite più frequentate di tutta la valle. Niente paura c’è spazio per tutti. C’è chi sale con gli sci, chi con le ciaspole e chi semplicemente a piedi, con la slitta al traino». Il risultato non cambia: la «conca» non delude mai.
EDITORIALE
Un buon anno di monte in monte
Un lettore ci ha scritto prima ancora di aver visto Orobie versione 2010. «Grazie per la nuova rivista. Sono certo che sarà molto bella». Più fiducia di così! Sì, con il nuovo anno abbiamo introdotto cambiamenti nella grafica con l’obiettivo di renderla più moderna e gradevole valorizzando ancora di più le immagini, mentre altre novità hanno riguardato le rubriche ma sempre evitando di stravolgere l’immagine ben consolidata di Orobie. I nostri lettori sono concordi: la rivista, la «nostra» rivista, ha un volto inconfondibile, nel quale chi ci lavora e chi la legge si identifica e al quale non intendiamo rinunciare.
SOMMARIO
Non c’è solo il Pizzo dei Tre Signori a febbraio. Orobie per questo mese ancora decisamente invernale propone diverse altre mete, prima fra tutte i Campelli, in Valle di Scalve, una meta nota, ma sempre ricca di fascino. Lo fa con un bel servizio firmato da Matteo Zanga (per le immagini) e Maurizio Panseri autore dei testi. Avanti allora. «C’è spazio per tutti», dice lo stesso autore. E se proprio non vi va di far troppa fatica, basta riprendere la rivista e sfogliarla per cogliere un altro dei tanti suggerimenti. Il 5-6-7 febbraio, per esempio, c’è il carnevale di Dossena, variopinta tradizione che, ogni anno, viene riproposta nel paesino brembana.
Maschere tradizionali che, di contrada in contrada, mettono in scena la rappresentazione preparata nel corso di un anno intero. Alla portata di tutti è pure la meta in Valssassina, dove la chiesetta romanica di Casargo, si trova sull’ampio salto di roccia che si protende per alcune decine di metri al valico di Piazzo. Vale la pena di soffermarsi su questo angolo del Lecchese, dove si può tranquillamente arrivare in auto, e magari proseguire a piedi per uno dei tanti itinerari che da qui si possono affrontare verso mete non troppo impegnative. Se poi più che passeggiare, vi piace salire con le pelli di foca, oltre ai Campelli, ecco un altro suggerimento che fa al caso vostro: il monte Baldo.
Orobie vi accompagna alla cima Costabella e, il motivo principale di questa ascensione, non è tanto la vetta in sé, quanto lo spettacolare panorama che la stessa cima offre a 360 gradi sul Garda. Uno scenario che rischia di prolungare la gita a dismisura: il rischio, infatti, è di fermarsi ogni tre per due a godersi l’impareggiabile scenario. Infine, uno «spuntino». Dopo tanto movimento ci sta proprio. Come di consueto la rivista propone anche una via del gusto. In questo caso è tra il Lodigiano e la Val Brembana alla scoperta del formaggio di Palmino Cattaneo, uno degli ultimi malgari ad aver vissuto l’epopea delle transumanze». Anche se non andate matti per il «formai de mut», il personaggio è imperdibile.
L'ARTICOLO
DEL MESE
Le montagne più belle di Lombardia Tre Signori per il Pizzo
Attraversare prati e boschi, imbattersi in altipiani illuminati dal sole, costeggiare i ripidi fianchi delle montagne, solcare dorsali che dividono le vallate, salire le cime e da lì gettare lo sguardo sul paesaggio proprio dell’alta montagna, provare la gioia di aver raggiunto la meta prefissata, un alpeggio, un rifugio, una cima. Le escursioni sono il modo più intenso di vivere il Pizzo dei Tre Signori, cima che offre itinerari di straordinaria bellezza, da rifugio a rifugio, attraverso valli e creste, nel cuore delle Orobie, tra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio. Alcuni conducono alla cima che faceva da confine a tre Stati - i Grigioni, la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano – toccando luoghi incantevoli e in gran parte incontaminati.
I
NUMERI PRECEDENTI
Nata
nell’agosto
del 1990, la rivista Orobie
si è subito affermata
per la grande attenzione
riservata al mondo della
montagna. In una prima
fase la rivista si è
occupata quasi esclusivamente
della montagna bergamasca,
solo in un secondo momento
ha qualificato la propria
linea in «natura,
cultura e turismo»
rivolgendo la propria
attenzione alla Valtellina
e alla Valcamonica, vallate
complementari alle Orobie
bergamasche, e quindi
a tutta la montagna lombarda
e al territorio della
regione.
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