Itinerario EE

Sentieri digitali: sul piz di Vallumbrina

  • Escursionismo
  • 3 ore 15 minuti
03 Aprile 2020 / 09:15
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Sentieri digitali: sul piz di Vallumbrina

03 Aprile 2020/ 09:15
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Sentieri digitali: sul piz di Vallumbrina

03 Aprile 2020/ 09:15
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

È tratto dalla rivista Orobie di aprile 2020 questo itinerario che si riferisce al reportage "Escursioni narrate" curato da Massimo Sonzogni e con le fotografie di Dimitri Salvi. Racconta del progetto relativo ai "sentieri digitali" nell’area del Parco dello Stelvio e del Parco dell’Adamello, nelle province di Sondrio e Brescia, dove le vicende dei soldati, eventi e luoghi della Prima guerra mondiale sono a portata di smartphone: 16 itinerari resi multimediali con il progetto "Oltre le tracce della storia". Mentre si cammina, anche a 3.000 metri si scopre e si conosce con pochi click.

Arriviamo in auto al passo di Gavia (Sondrio) e raggiungiamo il rifugio Arnaldo Berni (2.541 metri). È il punto di partenza. Vicino a noi il monumento ai Caduti della 307ª Compagnia skiatori monte Ortler. Da qui è visibile la cresta che separa il ghiacciaio di Dosegù, che ci troveremo di fronte in vetta al piz di Vallumbrina, da quello dei Forni.

Ci immettiamo sul sentiero 525, dove un pannello informativo descrive il progetto di valorizzazione storica e di digitalizzazione dell’itinerario. Quasi subito siamo al torrente Gavia e lo oltrepassiamo su un ponticello raggiungendo l’ex rifugio Gavia, voluto dal Cai di Brescia nel 1899, sede del comando italiano nella Grande guerra. Proseguiamo seguendo il segnavia 551, che non abbandoniamo per la quasi totalità dell’escursione che avrà come meta il bivacco Battaglione skiatori monte Ortler.

Guarda l'animazione con Relive:

Risaliamo attraverso un tipico ambiente alpino e ci affacciamo sulla valle di Dosegù. Perdiamo poi quota arrivando al rio omonimo e, tenendoci sul versante orografico sinistro, riprendiamo quasi subito a salire avendo di fronte la seraccata del ghiacciaio. Piegando a destra affrontiamo un ripido pendio, ai piedi del piz di Vallumbrina e caratterizzato da sfasciumi morenici, che ci conduce in una conca in cui sono adagiati tre laghetti alpini. Sono quel che rimane della vedretta di Vallumbrina.

Costeggiato il primo ci si alza di nuovo, verso sinistra, tra sfasciumi e pietre rossastre di micascisti. I resti delle opere militari italiane del la Prima guerra mondiale si fanno più evidenti. Siamo nel bel mezzo del villaggio militare di Vallumbrina dove, nel 1974, è stato inaugurato il bivacco Battaglione skiatori monte Ortler (3.122 metri).

Una selletta ci permette di passare sul crinale che, tra resti di postazioni di artiglieria, trincee, alloggiamenti e filo spinato, conduce in vetta al piz di Vallumbrina (3.222). Pareti rocciose e ghiaccio, tra il pizzo Tresero (3.594) e la punta di San Matteo (3.678), offrono uno spettacolo naturale di rara bellezza.

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